Pasqua, Delpini: cristiani chiamati a contestare assurdità della storia

Milano

Nel pomeriggio di ieri l’arcivescovo Mario Delpini ha presieduto in Duomo la celebrazione della Passione del Signore centrando la propria riflessione sul contrasto tra le “pazzie ordinarie” della storia umana e il messaggio di speranza che scaturisce dal sacrificio di Gesù. L’omelia ha preso le mosse da una disamina della condizione umana attuale definita come “assurda” poiché in essa prevalgono spesso l’ingiustizia e l’irrazionalità. L’arcivescovo ha esordito spiegando come sia necessario riconoscere che niente accade come dovrebbe e che l’umanità sembra aver perso il lume della ragione commettendo follie che non sono solo quelle catastrofiche destinate ai libri di storia ma anche quelle più comuni che segnano la quotidianità. Citando i passaggi evangelici relativi al processo a Gesù, Delpini ha evidenziato come la vicenda del Crocifisso rappresenti proprio il culmine di tale contraddizione. Secondo l’arcivescovo la risposta cristiana a questa condizione non risiede in una “rivincita spettacolare” contro chi commette il male bensì nella testimonianza quotidiana dei fedeli che sono incaricati di portare avanti una “mite e audace contestazione dell’assurdità”. Questa forma di resistenza si traduce in precise scelte di vita come la capacità di rispondere al male con il bene attraverso il perdono costante, la coltivazione della speranza nella risurrezione e una decisa sobrietà che renda liberi dall’ossessione del possesso per affidarsi a Dio. La celebrazione in Duomo è seguita alla Via Crucis che l’arcivescovo ha presieduto nel primo pomeriggio presso l’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone.

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