Comune condannato a pagare 230.000euro per la mala movida nel quartiere Lazzaretto

Milano

Il Comune di Milano è stato condannato a pagare 34 residenti per un importo complessivo di oltre 230.000 euro, a causa dei danni che hanno subito per la “Mala Movida” nella zona di Porta Venezia.

Il Comune ha deciso di procedere con il ricorso in appello contro la decisione del Tribunale, ma nel frattempo si è visto costretto a stanziare una somma superiore ai 230mila euro come debito fuori bilancio. Questa cifra serve a coprire la condanna legata all’inquinamento acustico insostenibile rilevato nel quartiere Lazzaretto-Melzo.

La vicenda giudiziaria ha preso il via nel 2025 su iniziativa di 34 residenti esasperati dal baccano notturno. Il magistrato incaricato ha imposto all’amministrazione comunale di interrompere immediatamente le emissioni sonore che superano la soglia della normale tollerabilità. Per garantire l’applicazione della norma, è stata stabilita una sanzione di 4 euro al giorno per ogni singolo residente coinvolto nel caso in cui il Comune tardi ad adottare i provvedimenti necessari oltre i sei mesi dalla pubblicazione dell’atto.

Sul fronte strettamente economico dei danni già subiti, l’ente locale deve versare 4.700 euro a ciascun firmatario del ricorso, cifra a cui vanno sommati gli interessi maturati nel tempo. L’amministrazione è stata inoltre condannata a rimborsare integralmente i costi sostenuti per le consulenze tecniche d’ufficio e le spese legali affrontate dai cittadini per portare avanti la causa, portando il totale complessivo della spesa a 230.640 euro.

Durante il processo, Palazzo Marino ha tentato di difendersi sostenendo di non avere l’obbligo giuridico di intervenire, poiché i rumori non erano causati direttamente dall’amministrazione ma dai frequentatori della zona. Tuttavia, il Tribunale ha respinto fermamente questa interpretazione, stabilendo che il dovere di tutela e controllo spetta legalmente al proprietario del suolo. Essendo le vie in questione strade pubbliche, la responsabilità della loro gestione e della quiete pubblica ricade interamente sull’amministrazione comunale.

E’ comunque inaccettabile che i cittadini siano costretti a rivolgersi alla Magistratura per dei compiti che il Comune ha l’obbligo di svolgere, come i controlli nei locali e sul rispetto dei regolamenti comunali.

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