Bagarre in Consiglio comunale dopo che l’Aula ha osservato, su proposta della Lega, un minuto di silenzio in memoria del fondatore del partito Umberto Bossi, scomparso lo scorso 19 marzo.
Dopo le parole in apertura della vicepresidente del Consiglio comunale Roberta Osculati, che ha ricordato come “tra le numerose cariche ricoperte nel corso della sua esperienza politica, Bossi sia stato anche consigliere comunale di
Milano”, c’è stato il ricordo del capogruppo del Carroccio Alessandro Verri, seguito dall’intervento del consigliere del Pd Michele Albiani. “Prendo la parola solo per chiedere scusa ai cittadini milanesi che non sono purosangue del Nord, perché oggi abbiamo osservato un minuto di silenzio per una persona che ha sdoganato l’odio razziale parlando di sostituzione etnica del Nord da parte del Sud”, ha detto Albiani. Queste parole hanno scatenato la reazione dai banchi della minoranza e di Verri, che ha più volte urlato ad Albiani di vergognarsi: la conseguenza è stata la momentanea sospensione della seduta.
Nel suo intervento Verri aveva ricordato Bossi per aver portato “al centro del dibattito politico un principio semplice ma rivoluzionario: l’autodeterminazione dei popoli e l’autogoverno dei territori. Intuì prima di tutti gli altri i rischi di una globalizzazione senza regole, dove l’economia finanziaria rischiava di schiacciare quella reale fatta di imprese, di lavoro e di famiglie. Aveva capito prima di tanti altri che l’Europa sarebbe stata necessaria, ma che l’Europa costruita senza radici e senza rispetto per i territori avrebbe rischiato di trasformarsi in una struttura distante, se non addirittura oppressiva. Aveva compreso che in un mondo sempre più connesso i veri valori da difendere sono l’identità, la cultura, le tradizioni e il senso di appartenenza e non l’omologazione”.
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845