Buongiorno ai lettori! Tra i 5 match della domenica, un primo piano doveroso al derby, che per la cronaca lo intasca ancora una volta il Milan di Allegri, riducendo a 7 il distacco dai nerazzurri apparsi comunque, poco incisivi in attacco e palesemente sofferenti l’assenza di capitan Lautaro, e non solo. Altro risultato sorprendente, la sconfitta della Roma ad opera del Genoa di mister De Rossi, a lungo alfiere giallorosso al fianco di Totti, e sorprendente anche la sconfitta interna del Bologna di Italiano, che sembra aver smarrito il filo conduttore vincente di poco tempo fa.
Lecce-Cremonese 2-1
In un clima teso e paura di commettere errori fatali, battaglia tra Lecce e Cremonese fino alla fine al Via del Mare. Al triplice fischio, l’intera posta in palio se l’è intascata la squadra di Di Francesco, che con 27 punti stacca proprio a +3 i grigiorossi, ora terzultimi superati dalla Fiorentina dopo il pareggio col Parma. Ora c’è attesa per il nuovo scontro diretto in programma proprio il prossimo turno, lunedì 16 marzo a Cremona. Salentini avanti 2-0 nel primo tempo con Pierotti (primo gol stagionale) su assist da corner di Gallo e uscita a vuoto di Audero, e col rigore guadagnato da Stulic per un braccio largo di Bianchetti in area. A inizio ripresa, su assist del neoentrato Djuric, Bonazzoli la riapre ma non basterà ai grigiorossi, privati di un gol all’85’ per una deviazione a rete di braccio di Payero e un rigore in pieno recupero, per un sospetto intervento in area di Jean su Sanabria.
Bologna-H.Verona 1-2
Sorpresa al Dall’Ara di Bologna, rossoblu rimontati e battuti dal Verona di Sammarco, colpaccio in questa domenica pomeriggio di inizio marzo. La compagine scaligera vince al Dall’Ara in rimonta. Dopo un primo tempo dove non accade alcunché sostanzialmente, l’inizio della ripresa è a dir poco spumeggiante. Rowe la per il Bologna, ma Frese e Bowie regalano il successo ai veneti e stendono la squadra di Italiano.
Fiorentina-Parma 0-0
Un pareggio che finalmente vale il quartultimo posto, ma alla fine equivale quasi ad una sconfitta. Il Parma, che per la prima volta da ottobre esce dalla zona retrocessione e al momento sarebbe salva, spreca un’opportunità più unica che rara per staccare la Cremonese. I ducali sono tranquilli, i viola molto meno, è questo a fare la differenza. La squadra di Vanoli tiene il pallino del gioco, ma pecca di confusione e imprecisione, non soltanto per l’assenza in attacco dell’infortunato Kean. Pochissime le palle gol da entrambe le parti, una rasoiata di un nulla a lato di Keita, un tentativo di Piccoli murato da Delprato e nulla di più. Il Parma ottiene dunque un punto che lo avvicina a una salvezza quasi ipotecata, e per la Fiorentina una conferma che dovrà soffrire fino alla fine, ma giocando così sarà dura.
Genoa-Roma 2-1
Un cuore giallorosso che batte, in tutti i sensi, quello di De Rossi. Ma ieri batteva anche per la prima volta contro il suo passato, e non si può capire quanto sia riuscito a dividere quei battiti, in panchina come avversario e nell’animo ancora caldo della sua Roma, che oggi ha dovuto cedere lo scettro al Genoa dopo 90′ suddivisi tra equilibrio e fasi alterne, con quella finale decisiva per i rossoblu. Partita equilibrata infatti nella prima frazione, con squadre bloccate, poche emozioni e tanta paura di scoprirsi. Malen si inventa qualche bella giocata, mentre dall’altra parte arriva un tiro centrale al volo in mischia di Messias, bloccato da Svilar.
Ripresa tutto un altro film. Il Grifone trova subito il vantaggio dal dischetto con Messias su un rigore causato da Pellegrini. Il vantaggio dei padroni di casa dura un nulla, giusto il tempo per Ndicka di trovare l’ennesimo gol consecutivo. Gli schemi saltano, la Roma attacca con maggiore veemenza e il Genoa si difende. Ma a dieci minuti dalla fine arriva il gol vittoria, proprio dei padroni di casa grazie a Vitinha, appena entrato, che insacca una bella azione di Masini. Sale a quota 30 il Grifone, un buon passo verso la salvezza, mentre il risultato fa male a Gasperini, che viene agganciato dal sorprendente Como al quarto posto in classifica. Per la Champions c’è da lottare.
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Milan-Inter 1-0
Lautaro, Thuram, Dumfries (in campo solo nella parte finale), e Calhanoglu hanno probabilmente fatto la differenza, in questo “horto muso” di Allegri. Ovviamente in negativo, nel senso che erano assenti, come diversi altri nerazzurri invece in campo. Un incantesimo che si protrae ormai da 7 partite, in cui l’Inter non ha perso 6 volte consecutive, come fece il Milan fino al derby del 21° scudetto dei rivali, ma in compenso non ha più vinto. E ora c’è da vedere, con un distacco che rimane si importante, ma assottigliato da 10 a 7, come verrà gestito da Chivu in piena emergenza nel reparto avanzato. In questo derby, la coppia Bonny-Esposito non ha offerto spunti efficaci se non sporadicamente, più per lo scarso peso dinamico e tattico del francese, autore di una prestazione abbastanza incolore che ha lasciato praticamente solo Esposito a vedersela con l’arcigna difesa rossonera. Lampante l’assenza di Lautaro, delle sue incursioni, della sua grinta e delle sue rincorse agli avversari, Barella ancora sottotono e un Dimarco che pareva avesse ordine tassativo di giocar palla all’indietro 9 volte su 10. Il Milan parte meglio e cerca di inaridire le fonti di gioco avversarie, eppure è l’Inter a compiere prima il peccato mortale di non riuscire a cogliere una colossale occasione con Mkhitaryan. Il centrocampista armeno si fa ipnotizzare da Maignan, che a tu per tu con l’avversario respinge la sua conclusione tesa ma centrale. E come spesso accade, gol mancato, gol subito: pochi istanti dopo, Estupiñán segna il gol decisivo su assist di Fofana, eludendo l’intervento in ritardo di Luis Enrique.
Nella ripresa l’Inter prova ad alzare i giri del motore, ma ci riesce solamente a tratti. Anche Dimarco ha un’altra grossa occasione sui piedi, ma spedisce alto e spreca tutto. Il castello difensivo del Milan è ermetico e l’Inter ci sbatte ripetutamente, disunendosi. Nel finale i nerazzurri provano il tutto per tutto, ma inutilmente nonostante il possesso palla prolungato. Il Milan vince il secondo derby stagionale su due partite disputate, instillando qualche dubbio alla capolista. Nonostante il successo contro la Juventus, l’Inter rimane ancora vulnerabile nelle partite di cartello, e questa sfida lo conferma. Se i punti di vantaggio (7) che la squadra di Chivu conserva sul Milan, saranno tanti o pochi, lo diranno le prossime giornate, ma il Diavolo vede un barlume di speranza per tenere aperta la corsa scudetto. I nerazzurri dovranno essere bravi a resettare questa sconfitta, a minimizzare il contraccolpo psicologico e soprattutto dovranno affrettarsi a recuperare assenti virtuali ed effettivi troppo importanti per affrontare quest’ultima fase di campionato, e respingere gli assalti di chi può ancora crederci. Che poi, in realtà, a questo punto sembra essere solo il Milan.
A chiudere la 28a giornata, stasera saranno Lazio e Sassuolo in posticipo alle 20,45.
La prossima prenderà il via venerdì 13 marzo con l’anticipo Torino-Parma.
Buona settimana e arrivederci!

