«Pace nel mondo e pace nel quartiere». Musulmani e cristiani insieme, nel mese del Ramadan e della Quaresima, nel quartiere del Corvetto. In più di 350 persone si sono trovate sabato con la Comunità di Sant’Egidio, la parrocchia e alcune realtà islamiche del quartiere per l’Iftar (rottura quotidiana del digiuno durante il mese di Ramadan) e per sottolineare il valore della convivenza nel quartiere Corvetto. Un valore sottolineato anche dalla presenza della mamma e del papà di Ramy, il 19enne morto nel 2024 nell’incidente con i carabinieri, in via Ripamonti.
«Abbiamo pregato insieme, musulmani e cristiani, pensando agli scenari di guerra di questo momento e al quartiere – spiega Stefano Pasta, della Comunità di Sant’Egidio -. C’è stato davvero un abbraccio di pace».
Alle 18 le preghiere in contemporanea, ciascuno accanto agli altri, ma seguendo il proprio credo, seguite da una cena per «una serata dove le differenze si possono trasformare in ricchezza: vivere insieme è possibile».
L’iniziativa ha coinvolto l’Oratorio di San Michele e Santa Rita, in via dei Cinquecento, e la sede della Comunità di Sant’Egidio.
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