Linee 2, 3 e 14 deviate per i lavori in via Torino: esplode la rabbia dei residenti
“Chiamate Palazzo Marino, chiedete del sindaco”, risponde con un sorriso amaro un addetto dell’Atm a una signora infuriata. Siamo al Carrobbio, cuore di Milano, dove l’ennesima chiusura della tratta “maledetta” sta trasformando la mobilità in un incubo. Per i prossimi sei mesi, le linee 2, 3 e 14 subiranno pesanti deviazioni per consentire il rifacimento del manto stradale in via Correnti e via Torino.
Una via Crucis per anziani e commercianti
Da lunedì prossimo, chi parte da piazza Negrelli vedrà sparire le fermate storiche: Cantore, Genova, Correnti, Torino, Duomo, Orefici, Cordusio. Il consiglio ufficiale è “prendere la metro”, ma per molti non è un’opzione percorribile.
“Come faccio a fare tutte quelle scale alla mia età?” si sfoga una residente. “Dicono di andare a piedi fino a via Cusani, ma per noi è un’impresa.”
Oltre alla fatica fisica, pesa la percezione di insicurezza nel sottosuolo. Tra il timore di borseggi e il rischio di cadute, molti anziani preferirebbero il tram, percepito come un mezzo più sicuro e accessibile. Anche i commercianti sono sul piede di guerra: dopo i lunghi anni del cantiere M4, speravano in una tregua. Invece, si ritrovano con una nuova interruzione che rischia di affossare gli affari proprio mentre nuove attività cercavano di aprire i battenti.
Il nodo dei lavori: “Perché non farli prima?”
La domanda che rimbalza tra le fermate e i negozi della zona è una sola: mancanza di coordinamento. L’estate scorsa via Torino era già rimasta chiusa per i lavori in Cordusio, e le linee M2 e i tram erano stati sospesi per mesi.
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Il progetto: L’intervento attuale prevede la sostituzione dei vecchi lastroni di pietra con asfalto rosso, con il recupero dei masselli storici solo davanti ad alcuni monumenti (come la Chiesa di San Sebastiano) su indicazione della Sovrintendenza.
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La critica: “Perché non hanno rifatto via Torino l’anno scorso, quando era già tutto bloccato?” chiede un tabaccaio del quartiere. La sensazione è quella di un’amministrazione che procede a compartimenti stagni, senza curarsi dell’impatto cumulativo sui cittadini.
Mentre gli studenti diretti verso i Navigli e via Ludovico il Moro cercano alternative in un dedalo di volantini e coincidenze sostitutive, il malumore cresce. Per i residenti del centro, i prossimi sei mesi saranno l’ennesima prova di resistenza contro una città che sembra correre veloce, ma che spesso si inceppa proprio sui binari.
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