Il Prolungamento a Baggio della M1 è una opera sacrosanta. Perché serve quartieri popolosi di Milano, perché avvicina Cesano Boscone e altri comuni dell’hinterland alla rete metropolitana, perché M1 sarà utilizzata da 60.000 passeggeri in più ogni giorno e quindi migliaia di auto in meno circoleranno per Milano.

Fu richiesta da migliaia di cittadini con una raccolta firme, e dal Consiglio Comunale con atti di indirizzo promossi dal sottoscritto già dal 2010.
Lunedì è stata illustrata alla stampa e la città è piena di manifesti con lo slogan “M1 riparte”. Purtroppo sono solo annunci perché il prolungamento sarà funzionante entro il 2031.
Deve far riflettere che una opera così utile ci abbia messo 10 anni per essere finanziata, progettata, appaltata. Sommati ai 5 anni e mezzo di cantiere, fanno 16 anni per fare 3,3 km e 3 stazioni.
A questi ritmi l’obiettivo di portare le linee metropolitane nei comuni della provincia sarebbe attuabile fra un secolo.
Le ultime amministrazioni di sinistra, ossessionate dalle mode green delle ZTL e della ciclabili, hanno colpevolmente trascurato il trasporto pubblico e soprattutto la necessità di controllare e rispettare i tempi della realizzazione delle metropolitane: M4 ha richiesto 14 anni, il prolungamento M1 a Monza batte ogni record di lentezza.
E la sottovalutazione del problema pendolari si coglie anche dalla assenza al futuro Capolinea Olmi di un grande parcheggio di corrispondenza , finora assente dai progetti.

Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.
MILANO CITTA’ “metropolitana?” E questa sarebbe anche una amministrazione comunale
DI SINISTRA, promotrice da sempre, a chiacchiere, del SERVIZIO DI TRASPORTO PUBBLICO, trasformato poi, invece, in SERVIZIO DI TRASPORTO PRIVATO, (car sharing, bike sharing, monopattini, ecc) .
Facciano finalmente questo prolungamento sino a Baggio, MA LO FACCIANO SUL SERIO, non a slogan di sapore elettorale, E LO FACCIANO IN FRETTA, perché sono poche fermate, mobilitando risorse economiche, e quindi umane e tecnologiche, sufficienti, perché i tempi di realizzazione dipendono anche dalle risorse allocate.
E CHIUDIAMO PER SEMPRE, ALLA SUA SCADENZA, QUESTA INFELICE ESPERIENZA DI SINISTRA A MILANO, di una sinistra che poi neppure è tale, perché le periferie di ben 8 Municipi su 9 sono in stato di quasi abbandono, e la MLANO DA BERE è solo quella centrale, Municipi 1, dedicata al turismo di massa internazionale.
Rilanciato nel gruppo FaceBook Milano Ciittà Metropolitana
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Ing. Franco Puglia
Tutto vero, ma ci sono cose più importanti che il popolo sta subendo, la norma UNI 10 200 che dura da 10 anni e colpisce tutti i cittadini nei condomini, una vera ingiustizia. Molto più importante della metropolitana.
Altre ingiustizie come la compilazione ISEE Dov’è un reddito di pensione, due persone 22.000 € diventano di 60.000 calcolando case e risparmi.