A Rossana Luttazzi, moglie del grande Lelio Luttazzi, abbiamo chiesto un ritratto del Maestro
Lelio Luttazzi – un artista a tutto tondo – cosa ritiene più importante del suo lascito artistico
- Oltre ad un’infinità di brani che ha composto, era sempre alla ricerca della perfezione: nella musica, nel linguaggio, nel porsi nei confronti del pubblico. Era di un’umiltà disarmante che rasentava l’autodistruzione, come recita una frase che ripeteva spesso ” Sono un pessimo spettatore del protagonismo altrui” , decisamente in contro tendenza rispetto ai nostri giorni. Poi l’amore costante per lo studio in generale, per tutta la musica, quella americana in particolare, per i grandi del jazz, amava gli autori americani Cole Porter, George Gershwin, Duke Ellington, il mondo di Broadway. Il suo mito : Erroll Garner. Pensi che per il suo ultimo concerto, avvenuto il 15 agosto 2009 in una piazza Unità a Trieste gremita fino all’inverosimile, nonostante la grande esperienza e l’età (aveva 86 anni), il giorno precedente, rimase chiuso in casa a fare le ‘scale’ come neanche un principiante! E poi rimane la sua eleganza nel gesto, nell’eloquio, nella postura.
Quale aspetto del suo multiforme ingegno pensa sia quello che meglio lo caratterizza
- Senza ombra di dubbio la musica: sia che la scrivesse, la dirigesse, che eseguisse gli arrangiamenti. Ogni momento della sua vita, lo ha vissuto in compagnia della musica
Pensa che sia un po’ dimenticato
- Il pubblico non lo ha mai dimenticato, anzi in ogni occasione in cui viene ricordato dalla Fondazione a lui intitolata che ho creato appena ci ha lasciato, è addirittura affettuoso nei suoi confronti. Ne ricordano la musica, le famose trasmissioni televisive in bianco e nero come Studio Uno, Doppia Coppia, Sabato sera, i suoi duetti con Mina, Silvie Vartan, le gemelle Kessler, forse con un po’ di rimpianto per un’eleganza e un gusto che si è perduto.
Che uomo, marito è stato
- Ho vissuto con lui 36 anni meravigliosi ed irripetibili, una storia d’amore bellisima! Era persona di grande vigore intellettuale, di rara cultura, profondamente liberale. Abbiamo vissuto un rapporto molto simbiotico, mai un vero litigio, condiviso le stesse passioni come il mare e la barca. Indimenticabili le serate in casa nostra con gli amici, quando al termine della cena, lui si metteva al pianoforte e, insieme agli altri musicisti nostri ospiti, facevamo mattino con infinite jam session. Sono stata davvero fortunata! Grazie alla Fondazione Lelio Luttazzi che ho creato e presiedo, lui è sempre con me, attraverso i suoi grandi amori: la musica, il cinema, la letteratura che tengo vivi per quanto possibile.
Quale iniziative intende promuovere per farlo conoscere ai giovani
- La Fondazione promuove, ogni due anni, il Premio Luttazzi dedicato ai giovani autori pianisti jazz dai 16 ai 30 anni. Organizziamo concerti, convegni, serate a lui dedicate sempre in locations prestigiose. Durante la scorsa edizione del Festival del Cinema di Roma abbiamo presentato come Fondazione un corto in bianco e nero di un giovane regista Niccolò degli Antoni. E’ stato un grande successo, interamente girato con le musiche di Lelio. Ogni nostra iniziativa è descritta e divulgata sul sito www.fondazionelelioluttazzi.com. a cui tutti possono accedere.
dott. Pierangela Guidotti Janes

Laurea Magistrale in Lettere Moderne. Master in Relazioni Pubbliche.
Diploma ISMEO (lingua e cultura araba). Giornalista. Responsabile rapporti Media relations e con Enti ed Istituzioni presso Vox Idee (agenzia comunicazione integrata) Milano.