Nello spettacolo dell’intervallo del Super Bowl il cantante portoricano Bad Bunny ha rubato la scena alla tanto attesa finale del campionato statunitense di football con un quarto d’ora di canzoni che hanno celebrato la cultura e la musica latine, in un’esibizione commentata come una delle più riuscite e sorprendenti di sempre.
Il re del reggaeton
Bad Bunny, è uno dei cantanti più famosi nel mondo del reggaeton, grazie al successo del suo album Debí tirar más fotos, uscito nel 2025. Durante il Super Bowl ha cantato interamente in spagnolo, in uno spettacolo mai successo prima, e si è rivolto alla fine in un appello a tutta l’America, latina e nordamericana, come a un unico popolo (il video completo dello spettacolo è qui).
Bad Bunny ha fatto il suo ingresso in un campo di canna da zucchero, circondato da persone vestite da contadini portoricani i jíbaros, con in testa cappelli tradizionali in paglia. Ha cantato le sue canzoni più famose, e fresco di vittoria della settimana scorsa di un Grammy Award – l’artista più ascoltato su Spotify nel mondo e il suo album Debí Tirar Más Fotos – si è rivolto alla telecamera presentandosi: «Mi chiamo Benito Antonio Martínez Ocasio, e se sono qui oggi al Super Bowl 60 è perché non ho mai, mai smesso di credere in me stesso e anche voi dovreste credere in voi stessi, valete più di quanto pensiate».
Nello spettacolo moltissime celebrities
Lady Gaga ha cantato con lui durante la celebrazione in un vero matrimonio, sul palco, confusi tra i ballerini, c’erano Pedro Pascal, Cardi B e Jessica Alba. È apparso anche Ricky Martin, uno dei più popolari cantanti di Porto Rico, che ha cantato “Lo Que Le Pasó a Hawaii” di Bad Bunny. Dietro di lui i jíbaros scalavano i pali della rete elettrica rotti, simbolo dei frequenti blackout di Porto Rico. A un certo punto si è sentita anche “Gasolina”, la canzone del portoricano Daddy Yankee che nel 2005 fece conoscere il reggaeton al mondo.
God Bless America
Bad Bunny ha finito il suo spettacolo parlando in inglese, con un messaggio in cui ha detto: «Dio benedica l’America», una delle più celebri frasi patriottiche usate dagli statunitensi, aggiungendo di seguito i nomi di tutti paesi del continente americano. Dietro di lui su uno schermo è comparsa la scritta «L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore», in inglese.
L’esibizione di Bad Bunny era particolarmente attesa perché aveva un forte significato politico. Negli ultimi mesi infatti era diventato uno dei simboli nella cultura pop dell’opposizione a Trump e alle sue violente politiche anti-immigrazione. Si era tra le altre cose rifiutato di passare con il suo tour negli Stati Uniti, scegliendo invece di fare una lunga serie di concerti a Porto Rico, nel tentativo di aiutare l’economia locale.
Il commento della Casa Bianca
Trump ha poi definito in un lungo post sulla piattaforma X come una performance «terribile» lo spettacolo di Bad Bunny, anche se è piaciuto moltissimo ai media e in queste ore è raccontato come il più creativo e riuscito dai tempi, paragonato solo a quello che fece Prince nel 2007, sia per la scenografie e le coreografie, che per come è riuscito a dare senso politico a uno spazio, quello tra un tempo e l’altro del Super Bowl, in cui negli ultimi anni era sembrato molto difficile.
