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Truffe agli anziani porta a porta, arrestato il capo della banda

Cronaca

Nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura di Brescia la Tenenza della Guardia di Finanza di Salò ha eseguito una misura cautelare personale in carcere, emessa dal Gip, nei confronti del capo di un’associazione per delinquere che sarebbe stata costituita per mettere a segno molteplici truffe, perlopiù nei confronti di persone fragili, e altri reati quali il riciclaggio, l’autoriciclaggio e l’intestazione fittizia.

La truffa sarebbe consistita nella vendita di rilevatori del gas tramite di operatori “porta a porta” che avrebbero sottolineato l’obbligatorietà per legge e avrebbero digitato nel P.O.S. portatile un prezzo notevolmente superiore rispetto a quello pattuito nella documentazione commerciale fatta firmare agli ignari clienti.

Partendo da alcuni episodi avvenuti sul territorio bresciano, l’indagine avrebbe permesso di disvelare un’articolata organizzazione criminale con base in provincia di Brescia, composta da 49 persone, che avrebbe operato su vasta scala, in diverse regioni. Sarebbero stati accertati almeno 208 episodi corrispondenti alle denunce-querele formalmente raccolte nel corso delle fasi d’indagine, che rappresenterebbero circa il 18% del fenomeno complessivamente emerso, confrontando le querele presentate e gli accrediti sui conti correnti societari.
Per alimentare e riciclare il profitto illecito l’organizzazione criminale, si sarebbe avvalsa di 9 imprese che sarebbero state create ad hoc attribuendone fittiziamente la titolarità a  prestanome, ma che di fatto sarebbero gestite da un’unica persona, arrestata, nella cui disponibilità sono stati individuati diversi conti corrente, utilizzati per far transitare i fondi di presunta fonte illecita e per disperdere le somme, attraverso prelievi, bonifici e trasferimenti verso l’estero. I proventi sono stimati in circa 2,84 milioni di euro. E’ stato disposto il sequestro delle somme ritenute di origine illecita, oltre a ulteriori 327 mila euro contestati per riciclaggio. Già nel gennaio 2025 erano state eseguite perquisizioni e sequestri per oltre 70 mila euro.

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