La città, pur tra mille difficoltà, ritrova slancio grazie a nuove aperture e restyling di negozi storici. Le librerie, da sempre punto di riferimento culturale, sembrano oggi un segnale di speranza, un “grande segno di civiltà” che conferma il ruolo di Milano come capitale dell’editoria italiana.
Un’estate difficile per Milano, ma le librerie resistono
Dopo anni di narrazioni positive, l’estate milanese è stata segnata da una serie di problemi, dal crollo di un’insegna su una torre al caro-affitti, che ha costretto molti negozi storici a chiudere. Persino la scomparsa di un simbolo come Giorgio Armani ha contribuito a rendere il quadro cupo. Eppure, proprio dal mondo del libro, che pure non naviga in acque tranquille, arrivano segnali di controtendenza. Nonostante le difficoltà del settore (come la chiusura di realtà storiche e il calo del Bonus cultura), l’energia della città si manifesta in un fiorire di nuove librerie e rinnovamenti.
Un fermento tra grandi nomi e realtà indipendenti
Le novità coinvolgono sia le grandi catene sia le piccole librerie di quartiere, specializzate e indipendenti.
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Feltrinelli in Corso Genova: l’inaugurazione della 13esima libreria del gruppo a Milano ha richiamato una folla di lettori, a testimonianza di un forte interesse.
- Rizzoli in Galleria: la storica libreria ha riaperto con spazi rinnovati.
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Trittico e Cortina: entrambe le librerie storiche hanno subito un restyling che le ha trasformate in spazi moderni e relazionali.
- Verso: la libreria di Corso di Porta Ticinese ha celebrato il ritorno alla guida di Davide Mosca.
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Nuove aperture: si segnalano l’arrivo della libreria d’arte Camera Picta in Porta Romana e la prossima inaugurazione di una nuova sede del Libraccio. Anche la libreria di Jaca Book, Città Possibile, continua la sua attività in zona De Amicis.
- MaMu – Magazzino Musica: questa libreria specializzata ha celebrato il suo decennale, confermandosi come un vivace punto di riferimento culturale.
Secondo Alberto Ottieri, presidente della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, questo fermento è la prova di un rinnovamento culturale: “tra i nuovi bisogni rinascono le librerie di quartiere, un grande segno di civiltà e maturità di una Milano comunque sempre proiettata al futuro”. Le librerie e i libri, nonostante tutto, continuano a sorprendere per la loro attualità.
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