legionella

Via Rizzoli: MM non è tranquilla

Milano

Avremmo potuto titolare “trema MM”. Ma siamo gente seria e qui la situazione è molto brutta. Al momento i decessi accertati per legionella in via Rizzoli 73-87 restano sempre a 1. L’ultimo, quello di una donna di 95 anni, è ancora ufficialmente registrato come “polmonite bilaterale”. Un normalissima polmonite bilaterale in pieno luglio in un edificio infestato da legionella. Nulla da vedere, circolare! In ogni caso, nonostante una strategia comunicativa a dir poco spregiudicata, la preoccupazione dei condomini rimane. A nulla sono valsi i risultati delle analisi diffusi a tambur battente quando negativi e dati in sordina quando positivi. Certo, il batterio nella cisterna principale non c’è. Là l’acqua è calda. Indovinate invece dove si trova? Nei rubinetti. Dove l’acqua sta sotto i 45 gradi perché… già, perché?

Forse è quello che sono venuti a capire i dirigenti MM ieri alle 09:30 in sopralluogo in via Rizzoli. Come mai la caldaia NUOVA funziona peggio di quella VECCHIA? Anche perché possono cloridrare quanto vogliono quello che vogliono, ma se l’ambiente è prono a proliferazione batterica si tratta di una lotta impari. E per esserlo basta molto poco: per esempio che la temperatura non riesca a superare i 45 gradi. Il dato giornalistico è quello dell’umore generale della dirigenza: nero. Nero come la notte, perché qui si rischia che in autunno arrivi la magistratura. Soprattutto quando si scoprirà se i contagi stanno continuando anche dopo la disinfestazione. In caso di risposta positiva le poche scuse ancora a disposizione dell’azienda partecipata cadranno.

L’unica nota positiva è che la dirigenza ci ha messa la faccia e c’è venuta. A differenza di Comune e Municipio che proseguiranno nella gloriosa tradizione delle commissioni sopralluogo da remoto. Una presa in giro che non ha davvero giustificazioni quando persino l’AD di MM si è scomodato a venire a vedere e toccare con mano la situazione. Dimostrando che, peraltro, sarebbe possibile muovere pure i tecnici, se necessario. E necessario lo è, visto il grave stato di cose a cui stiamo assistendo.

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