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Ci servono ancora i Municipi?

Milano

Vorrei essere cristallino, sono in conflitto di interessi. Ieri sono diventato Consigliere di Municipio (un saluto e un in bocca al lupo per la promozione a Marco Cagnolati, neo consigliere Comunale, a cui sono subentrato). Naturalmente questo potrebbe influenzare la mia percezione del fenomeno. Ma so che i nostri lettori sono adulti maturi e sapranno andare oltre e vedere il merito (se c’è) delle mie argomentazioni anche oltre i miei conflitti di interesse. D’altronde, sono di Forza Italia, è quasi richiesto un conflitto di interessi o due. Sono il segno che nella vita hai fatto qualcosa. In ogni caso, torniamo al punto. Servono, e se sì a cosa servono, i Municipi?

Guardate, secondo me è una risposta semplice. Servono. Servono eccome. E il motivo è secco, lapidario. Sono le buche. Vedete, quando il Consiglio Comunale discute di una buca, ci vede un problema urbanistico. Si organizza per capire come trovarle in tempo, come impedire che si formino. Poi viene fatto un piano buche. E alla fine si valuta quante buche si sono riempite. Per la Regione una buca è una sala operatoria in meno. Beh, un po’ drammatico, ma tenete conto che il bilancio Regionale è quasi tutto speso in Sanità. Per lo Stato la buca è chiaramente un problema di qualcun altro. Per l’Unione Europea, infine, la buca è una statistica: esiste solo se aggregata.

Il Municipio, come pure i Comuni meno grandi di Milano, ha invece un vantaggio enorme. Per il Municipio la buca è, essenzialmente, solo una buca. Un piccolo avvallamento da chiudere. Il prima possibile, nella maniera più efficiente e spendendo il meno possibile. Questo consente di discutere delle buche pensando a questi elementi. Certo, non si discute solo di buche e le mozioni ideologiche ci sono pure nei Municipi. Ma il cittadino che volesse vedere la politica che pensa ai problemi della gente potrebbe sempre venire a una seduta di Municipio. Può persino intervenire.

Questi presidi di democrazia vicini alla gente sono l’ultimo argine al disinteresse generale. Perché, in tempi tanti polarizzati, è confortante che le buche non siano metafore, narrazioni, segni dei tempi o colpa del Governo, del Sindaco o dell’ONU. Ma restino degli umili, simpatici e profondamente umani pezzi di asfalto mancanti. Dovremmo essere grati a chi ha voglia di parlarne, a chi ci fa mozioni sopra e a chi supera gli steccati ideologici per votarle. Non a me, eh, io sono una bruttissima ed estremamente ideologica persona. Mi riferisco ai miei colleghi.

In ogni caso, se le buche restassero tali anche ad altri livelli di governo secondo me, parere strettamente personale, vivremmo tutti meglio. Non trovate?

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