Incredibile quanto è successo a Bruzzano, quartiere a nord Milano a destra del Viale Enrico Fermi che conta 18.000 abitanti, in pratica un grande Comune dentro la città di Milano.
Nonostante ogni genere di protesta il Comune ha ritenuto di erigere un vero e proprio muro che divide Bruzzano Est, la parte più antica del borgo dove si trovano negozi, parrocchia, scuole e mezzi pubblici, da Bruzzano Ovest dove si trovano nuovi quartieri residenziali e laboratori industriali.
Una frattura fra le 2 Bruzzano esisteva fin dalla costruzione della linea delle Ferrovie Nord che corre verso il comasco e la Brianza. Fino al 2020 però esisteva un passaggio a livello in Via Omboni che consentiva il passaggio di veicoli, moto, bici e pedoni.
Dagli anni 2000 si è discusso a Bruzzano e in Comune come gestire il raddoppio della linea ferroviaria e lo spostamento a Nord della nuova stazione. Una trasformazione e una cascata di finanziamenti pubblici che potevano migliorare la qualità della vita di Bruzzano, a cominciare dalla mitigazione del rumore del treni per gli abitanti delle vie ai lati della ferrovia.
Invece Bruzzano è stato il laboratorio per sperimentare la politica anti auto che tanti danni ha poi prodotto in tutta la metropoli.
E cosi il primo passo è stato separare di brutto le 2 Bruzzano chiudendo alle auto il passaggio a livello e costruendo solo dopo qualche anno il sottopasso pedonale che da poco è stato terminato.
“Milano ha il suo «muro» e le sue Berlino Est e Ovest. Si trovano a Bruzzano, all’estrema periferia settentrionale della città. Da Febbraio 2021 il quartiere è letteralmente spaccato in due dalla linea ferroviaria, dice Maurizio La Loggia, già consigliere del municipio 9 . E’ vero che per motivi di sicurezza non possono più esistere passaggi a livelli nei centri abitati ma poteva essere progettato un sottopasso stradale e pedonale e invece a tutti i costi questa soluzione ragionevole è stata scartata.
«L’allora Assessore comunale alla Mobilità Granelli (che tra l’altro è cresciuto a Bruzzano, dove vive tutt’ora, ndr) oggi responsabile della Sicurezza, è stato il più ostinato sostenitore del sottopasso solo ciclopedonale e non aperto alle auto” dice ancora La Loggia.
Bruzzano è quindi spaccata e isolata dal punto di vista automobilistico.
Ad oggi, le uniche alternative a disposizione di chi voglia spostarsi in auto da Bruzzano Est a Bruzzano Ovest sono, a sud, viale Rubicone, per imboccare il quale bisogna però raggiungere via Vincenzo da Seregno, al confine con Affori; e, a Nord, viale Borromeo, che si trova già nel territorio comunale di Cormano. Due autentici giri dell’oca.
“Potete capire” afferma La Loggia” quale disagio è stato arrecato a chi ha disabilità motorie, agli anziani, a chi deve portare i bimbi all’asilo o fare la spesa, tenendo conto che negli ultimi anni sono state anche tagliate e modificate alcune linee di superficie ATM.”
Insomma non è un problema di destra o sinistra ma di buon senso. Cosi l’identità di un quartiere, la sua storia, le sue abitudini, la sua socialità sono state frammentate e ignorate. Tutto questo in nome del pregiudizio ideologico contro le auto. “E’ stata una prevaricazione e un atto di forza della Giunta e dell’Assessore Granelli , quando si poteva trovare una soluzione ragionevole con la “partecipazione di tutti. Hanno imposto ai cittadini di Bruzzano la loro visione al prezzo di dividerla in 2” conclude amaramente Maurizio La Loggia, che nonostante gli acciacchi, medita di dare battaglia nuovamente su questa scelta. Abbiamo bisogno un passaggio per le auto..
Quindi per le nuove opere importanti
Per Bruzzano non posso fidarmi dell’assessore Granelli…opere come la scuola piazza Bruzzano e il sottopasso o la qualsiasi esso sia…
Dopo i risultati avuti dall’assessore a Milano non TROPPO positivi…
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Granelli non si smentisce mai. Ovunque vada, qualunque cosa decida, la sbaglia.
Temo porti anche iattura, a questo punto.