Sala parla, sembra abbia recepito lo “spirito” milanese e poi ti accorgi che il cittadino uomo milanese non rientra nella sua visione.
“La nostra città è un po’ obbligata alla crescita, è nella nostra cultura, vogliamo essere un po’ i pionieri dell’innovazione, andare alla ricerca degli studenti capaci e delle aziende che investono, ma tutti noi ci poniamo la domanda su quale tipo di crescita”.
Qualcuno dovrebbe spiegargli che non c’è crescita se solo un’élite è messa in condizione di operare, se rimangono sacche di cittadini dimenticati, se la disparità sociale è talmente evidente che crea emarginazione. Un Sindaco è di tutti. I grandi Sindaci hanno avuto rispetto, hanno saputo condividere l’eventuale crescita determinata anche dal lavoro dei più umili, volutamente coinvolti nei progetti appunto di crescita.
“La parola sostenibilità è un po’ abusata, ma sotto questo concetto c’è tanta verità. Le politiche urbanistiche sono al centro dell’attenzione delle comunità. Il tema è dove, come e quanto costruire” ha aggiunto ancora Sala.
La parola sostenibilità ha anche un’accezione pragmatica: sostenibilità come capacità di vivere dignitosamente, tutti, in una città dove uno stipendio medio preclude la possibilità di un’abitazione stabile.
“È una questione talmente complessa che non è possibile calarla dall’alto. Bisogna arrivare a una via e percorso che non solo è condiviso ma occorre assorbire riflessioni, esperienze e idee di chi vede più lontano di te, è fondamentale.”
Sì è una questione complessa per chi da più di sette anni non si è mai posto il problema, chi crede che la manutenzione del pubblico, del verde, delle strade, delle case popolari, dell’efficienza dei servizi vengano considerate subalterne alle ciclabili e alle piazze tattiche.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano
Uno che comanda la cosa pubblica facendo pastine con tutti gli speculatori edilizi del mondo poi parla di crescita. Ma di chi?