Accende i riflettori sulla vita negli istituti penitenziari della città, Opera, Bollate, San Vittore, il minorile Beccaria, la mostra ‘Ri-scatti.
‘Per me si va tra la perduta gente’ che si terrà fino al 6 novembre al Pac, il Padiglione di arte contemporanea di Milano. Il progetto, che si tiene per l’ottavo anno consecutivo, è ideato da ‘Ri-scatti Onlus’, l’associazione di volontariato che crea eventi di riscatto sociale attraverso la fotografia e promosso dal Comune di Milano con il sostegno di Tod’s. La nuova edizione, patrocinata dal ministero della Giustizia e realizzata in collaborazione con il Politecnico di Milano e con il Provveditorato Regionale Lombardia del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, racconta le difficoltà ma anche le opportunità della vita negli istituti di reclusione cercando di andare oltre le stigmatizzazioni. A raccontare la vita in carcere sono i detenuti e gli agenti della polizia penitenziaria dei quattro istituti milanesi. Il corso è durato undici mesi, con cento partecipanti (di cui sessanta detenuti e quaranta agenti di polizia), oltre 50.000 scatti fotografici realizzati, di cui 800 selezionati per essere esposti, e materiali video inediti ed esclusivi per raccontare la realtà delle carceri dal punto di vista diretto di chi le abita e di chi le vive per lavoro. La mostra al Pac che conclude il progetto formativo è ad ingresso gratuito.
“Il Pac continua a coraggiosamente a indagare con un inedito sguardo fotografico le realtà più difficili e complesse del nostro presente – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi -. Dietro a questo sguardo, che in mostra diventa anche il nostro, possiamo scoprire mondi a noi ignoti, anche se affatto lontani, e comprendere un vissuto altro da noi”. Tutte le foto e il catalogo sono in vendita e l’intero ricavato andrà a supportare e a finanziare interventi architettonici volti al miglioramento della qualità della vita nelle carceri. (ANSA).
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