Ora, al di là di tutto, perché FdI non dovrebbe essere un partito cristiano, qualsiasi cosa questo voglia dire? Ma poi, al netto di vampiri, demoni e antiche divinità nordiche perché un richiamo al cristianesimo dovrebbe spaventare qualcuno sano di mente?
Per carità, non facciamo gli innocenti, è una campagna elettorale di una noia mortale, le pagine di giornale non si riempiono da sole e quello che volete, ma cosa spinge l’Adnkronos a considerare l’opinione di Naike Rivelli una notizia? Cioè, liberissima lei di pensarlo e di dirlo, ma a che pro pubblicarlo? Non so, la netta impressione è che i circoli più interni del potere abbiano deciso che è già tutto finito e l’unica discriminante sia il raggiungimento o meno dei due terzi degli eletti da parte del centrodestra.
E così, per ingannare il tempo prima dell’inevitabile, passiamo da Elodie a Naike Rivelli, sperando di sentire qualcosa di nuovo. Non di intelligente, non di decisivo, non di importante. Basta che sia nuovo. Anche se è la dichiarazione preoccupata di qualcuno che ha paura si torni in una teocrazia. Il cui massimo esponente religioso, peraltro, la pensa come lei (probabilmente) su Giorgia Meloni. Aumentando, se mai ce ne fosse bisogno, il livello di comicità intrinseca nella vicenda.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.
