No, daspo ai 5 Stelle nelle prossime elezioni comunali. Ma la domanda è: ci saranno ancora? Sicuramente esprimere un candidato Sindaco da contrapporre a Sala a cui hanno anche augurato la galera, non è facile. Erano 4 gatti, ma vista la parabola discendente del Movimento, quanti rimarranno?
Dal suo pulpito Maran dice parole che non lasciano spazio alla discussione –“ A Milano “non serve” un’alleanza tra il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni comunali in agenda nel 2021. Governiamo da anni a Milano con un modello di centrosinistra riformista. Vogliamo misurare quel modello lì. La politica nazionale è cambiata molto, ma a Milano – ha chiosato Maran – siamo soddisfatti di ciò che è stato fatto e vogliamo andare avanti con questo modello”. Il modello enfatizzato è quello di Pisapia e oggi di Sala che conosciamo bene, purtroppo. Ma la presunta superiorità della sinistra giudica, espelle, abbandona chi, a loro avviso, non sa condividere la loro ideologia. Dice Sala: «Se mi dovessi candidare credo che sarebbe saggio che la parte politica che mi sostiene, il centrosinistra, e i 5 Stelle si presentino alle elezioni con proposte diverse perché in una realtà come Milano ci sono diversità di vedute. L’impressione che ho, dice il sindaco a Sky, è che a Milano ciò che non piace dei 5 Stelle, sia la scarsa competenza di molti di loro. E il fatto che sia un Movimento, nato anche in fretta per i tempi della politica, che abbia raccolto persone magari non di qualità percepita. Ma parlo di Milano. Questa è la sfida dei 5 Stelle perché al loro interno hanno capacità e istanze che vanno considerate ma devono fare questo salto di qualità».
Era facile da capire, osservando l’accozzaglia dei personaggi che costituiscono i 5 Stelle, ma, vorrei chiedere: gli antagonisti, i centri sociali che hanno votato Sala e che la sinistra tiene ben stretti, vanno bene così?
Olga Molinari