Le movida italiana vale 70 miliardi

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Milano 29 Novembre – La notte, in Italia, vale quanto l’agricoltura. Il fatturato generato da attività commerciali, bar ristoranti e locali tra le sei del pomeriggio e le sei del mattino supera i 70 miliardi di euro, per un valore aggiunto di 31, e dà lavoro a quasi mezzo milione di persone. A dare i numeri della night-economy italiana, per la prima volta, è l’Ufficio Studi della Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi (Fipe), in occasione della manifestazione «Tenera è la notte. Culture, diritti ed economia», in corso a Lecce.

«Con 1,4 milioni di occupati, l’industria del divertimento notturno si conferma un ottimo trampolino di lancio per ristoranti, attività commerciali e iniziative culturali», spiega la Fipe.

Tra le 18 e le 6 del mattino negozi e centri commerciali hanno fatturato 37 miliardi, la ristorazione altri 17. Il giro d’affari di , bar, locali e discoteche, invece, più di 5 miliardi. Ma a beneficiare delle ricadute positive della night life sono anche i trasporti (2,5 miliardi), la cultura (altri 2) e, soprattutto, il fitness, che in questa fascia oraria genera 4 miliardi di euro di fatturato.

Il complesso di attività notturne, spiegano i promotori della manifestazione di Lecce, rappresenta una risorsa economica potenziale straordinaria. Potenziale, appunto, perché troppo spesso trascurata e vista con sospetto. C’è da dire, però, che gli italiani sono già inclini a considerare le ore piccole in maniera sempre più positiva. Sempre secondo Fipe, che ha condotto un’indagine ad hoc sul tema con Censis, il 55,8% dei nostri concittadini ha una percezione positiva della vita notturna offerta dalla nostra penisola, perché l’associa ad attività quali passeggiate, pranzi e cene nonché interazione con gli amici.

Insomma, agli italiani piace divertirsi, tanto che a uscire la sera sono, ogni giorno, oltre 15 milioni di maggiorenni. E, tra gli oltre 4 milioni di frequentatori abituali di luoghi di intrattenimento, il 69% predilige pub, discoteche, discopub, discobar ed enoteche.

«Riscoprire la notte» e farla evolvere progressivamente in un momento sempre più positivo e sicuro delle nostre giornate è la sfida che si sono posti una serie di soggetti, pubblici e privati, prevalentemente concentrati in due tra le zone turistiche più in voga in Italia, la Romagna e il Salento.

L’idea è che le azioni positive scaccino quelle negative e che pertanto occorra mettere in campo politiche attive per la valorizzazione della notte. La strategia da seguire – indicano gli organizzatori della manifestazione – è quella del Regno Unito. Che dopo un lungo periodo caratterizzato da incidenti, violenze e decessi, ha saputo ripensare complessivamente la gestione della notte puntando alla valorizzazione di quello che i britannici chiamano infatti oggi night time economy e che vale circa 66 miliardi di sterline, una quota significativa del Pil.

«Oggi la sfida – spiegano – è quella di creare un modello di intrattenimento all’insegna della qualità e che sia realmente, e che venga percepito, come un’opportunità per valorizzare il territorio assieme al tessuto economico e sociale. L’intrattenimento notturno deve consentire alla città e alle proprie attività di re-immaginarsi, di ampliarne le funzioni e le attività, di offrire qualcosa di più e di differente e, al tempo stesso, di catturare pubblici nuovi che la sola offerta diurna non sarebbe in grado di attirare. Perché questo sia possibile è necessario però che la notte venga pensata pro-attivamente, come un ampliamento delle possibilità di sviluppo».

Marco Valeri (Il Tempo)

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