500 parà della Folgore a Milano tra droni, Lince e dubbi operativi: scoppia il caso sulle dotazioni dei militari

Milano

L’arrivo di 500 paracadutisti della Brigata Folgore, in arrivo da Siena per rafforzare la sicurezza a Milano nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, apre un complesso dibattito politico e militare. Se da un lato il governo e il Viminale premono per un innalzamento dei controlli urbani in vista delle prossime manifestazioni — ricorrendo anche all’ausilio di mezzi blindati come i Lince e alla sorveglianza aerea tramite droni —, dall’altro emergono forti perplessità dalle stanze della Difesa e tra i sindacati di polizia circa le reali capacità d’azione e la tutela dei soldati sul campo.

Lo scontro sulle regole d’ingaggio e il “no” del Quirinale

Il cuore della polemica risiede nei limiti operativi imposti al contingente. La proposta avanzata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto — tesa a introdurre norme d’urgenza per attribuire temporaneamente ai militari poteri assimilabili a quelli di polizia giudiziaria — si è scontrata con lo stop del Quirinale, condiviso anche dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal capo della Polizia Vittorio Pisani, preoccupati di delegare compiti d’arresto a personale sprovvisto di una formazione specifica per l’ordine pubblico.

Mentre il quadro normativo resta ancorato alle vecchie disposizioni del 2008 sull’operazione Strade Sicure e all’articolo 19 della legge 128 del 2001 (che consente l’identificazione e il trattenimento temporaneo in attesa delle forze dell’ordine), i vertici militari temono che l’impiego dei soldati si riveli poco incisivo, trasformandoli in un mero “paravento” o, peggio, in bersagli esposti senza le dovute coperture legali.

Il nodo delle dotazioni: niente taser, manette o spray urticanti

A rendere tesa la vigilia dell’operazione contribuiscono le restrizioni sulle dotazioni individuali. Ai paracadutisti dispiegati non sono infatti consentiti l’uso del taser (subordinato a protocolli formativi specifici non riconosciuti ai reparti), né l’impiego dello spray al peperoncino o delle tradizionali manette in uso a polizia e carabinieri. Per immobilizzare eventuali soggetti pericolosi in attesa dei corpi di polizia, i militari avranno a disposizione soltanto limitate fascette in velcro (strap handcuff).

Mentre il vicepremier Matteo Salvini ha confermato l’impiego di strumentazioni avanzate come i droni e i veicoli Lince per pattugliare le aree più sensibili sotto il coordinamento del Prefetto, l’opposizione continua a interrogarsi sull’efficacia e sulla proporzionalità di una misura che sposta la gestione dell’ordine pubblico su reparti dell’Esercito nati per scenari ben differenti.

2 thoughts on “500 parà della Folgore a Milano tra droni, Lince e dubbi operativi: scoppia il caso sulle dotazioni dei militari”

  1. Senza regole d ingaggio diverse dalle attuali per rpolizia e paracadutisti sarà dura e pericolosa
    Qualsiasi azione di deterrenza contro questi delinquenti

  2. LA SINISTRA E IL SUO Malcelato CAPOCCIA MUMMIARELLA SABOTANO LA VOLONTA’ DEL GOVERNO DI FRENARE LA CANAGLIA ISLAMISTA ARGINANDO VIOLENZE E SACCHEGGI.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.