Si inaugura il 3 ottobre a Palazzo Ca’ Faccanon «Eden vulcani e Artico», un viaggio tra forza della materia e etica ambientale con il «pittore tellurico» Marcello Lo Giudice.

Venezia torna ad accogliere la pittura vigorosa e impegnata di Marcello Lo Giudice. Dal fino al 9 novembre, gli spazi di Palazzo Ca’ Faccanon (calle delle acque, San Marco 5016) ospitano la mostra «Eden vulcani e Artico», un’ampia rassegna che celebra trent’anni di ricerca artistica di uno dei nomi più autorevoli del neoinformale internazionale, già protagonista alla 54esima e 59esima Biennale.
Originario di Taormina, geologo di formazione e artista residente a Montecarlo, Lo Giudice fonde la passione figurativa con una profonda sensibilità ecologica, sostenuta anche dalla Fondation Prince Albert II de Monaco. Definito dal celebre critico Pierre Restany un «pittore tellurico», l’artista trasforma la forza primordiale della terra e le suggestioni dell’Etna in materia pittorica: crepe, stratificazioni, abrasioni e pigmenti puri che danno vita a paesaggi astratti e vibranti.
Un messaggio di denuncia tra bellezza e rispetto dell’ambiente
Per Lo Giudice la ricerca formale non si separa mai dal rigore etico. L’arte diventa uno strumento per sensibilizzare contro le ferite dell’inquinamento, lo sfruttamento industriale e le devastazioni dei conflitti. A rafforzare il percorso espositivo, la proiezione di un cortometraggio firmato dall’artista, incentrato sulla fragile purezza degli ecosistemi marini.
Il curriculum di Lo Giudice vanta tappe nei principali musei del mondo — dal Ludwig Museum di San Pietroburgo al MAXXI di Roma, fino alla Saatchi Gallery di Londra e a Palazzo Reale a Milano — accompagnato da un solido riscontro di mercato.
Il percorso nel mercato dell’arte e le quotazioni
Già dal 2013 inserito nei report di Artprice tra i nomi di punta per fatturato d’asta, l’artista ha visto negli anni una crescita costante delle quotazioni, in particolare per il ciclo «Eden Blu», aggiudicato con cifre di rilievo nelle aste londinesi e newyorkesi di Sotheby’s, Phillips e Christie’s (con record fino a 118.750 sterline e 130.000 dollari).
«L’arte rappresenta una forma di investimento a medio e lungo termine in grado di offrire ottimi risultati se si sceglie il momento giusto», osserva Lo Giudice. «È fondamentale però orientarsi su opere che suscitino un reale appagamento estetico: il valore del collezionismo risiede prima di tutto nel piacere di vivere ogni giorno a contatto con l’opera».
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