Casa, assessore Franco: strumenti ad hoc per rendere strutturale sostegno ad housing sociale

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“Regione è impegnata da anni a offrire soluzioni concrete a quella fascia sempre più ampia di persone e famiglie che non possiede i requisiti per accedere ai servizi abitativi pubblici, ma non riesce a sostenere i costi del mercato libero. Giovani coppie, lavoratori dei servizi essenziali e delle imprese, studenti, anziani e persone con disabilità. Vogliamo rendere strutturale il sostegno all’housing sociale, attraverso strumenti finanziari adeguati per sostenere gli interventi nel tempo”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, intervenendo oggi a Milano  all’iniziativa ‘Housing sostenibile e accessibile: finanza, partenariati e modelli di intervento per l’Italia’, organizzata dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti) e da Fondazione Cariplo. 

Per Regione Lombardia l’housing sociale è una politica strutturale: amplia l’offerta di alloggi a canone calmierato, recupera patrimonio pubblico e privato oggi sottoutilizzato e contribuisce alla rigenerazione dei quartieri. 

“Siamo stati i primi – ha ricordato Franco – nel 2005, insieme a Fondazione Cariplo e Fondazione Housing sociale a sperimentare i Fondi Immobiliari chiusi per l’housing sociale (ora denominati FIL 1 e FIL 2), innovando un contesto normativo rigido ma che ha dato un significativo slancio all’accessibilità all’abitazione. In questi anni abbiamo continuato a sostenere, con contributi a fondo perduto, anche su patrimonio pubblico, interventi di riqualificazione di alloggi a canone calmierato”. 

Con precedenti avvisi regionali, grazie a una dotazione di 18,5 milioni di euro, sono stati finanziati 14 progetti promossi da ALER, Comuni e soggetti del mondo cooperativo, per riqualificare 345 alloggi e realizzare 68 posti letto. A questi si aggiungono oltre 1.000 alloggi di housing sociale pubblico e privato già recuperati e contrattualizzati negli ultimi anni. 

I bandi regionale per l’housing sociale –  “Abbiamo colto immediatamente l’occasione che è arrivata dalla riprogrammazione dei Fondi di Coesione a favore dell’housing sociale, in dettaglio 96 milioni di euro dei programmi FESR e FSC 2021-2027, con un unico filo conduttore: recuperare in tempi rapidi alloggi per il ceto medio in difficoltà a partire dai lavoratori dei servizi essenziali che ogni giorno fanno funzionare le nostre città”. In particolare la Linea 1 è dedicata a soggetti pubblici e soggetti giuridici privati, comprese le cooperative a proprietà indivisa (48 milioni di euro); la Linea 2 è dedicata alle ALER (35 milioni di euro), mentre la Linea 3 è dedicata a enti del terzo settore e enti religiosi riconosciuti, per sviluppare soprattutto locazione temporanea. La scadenza dei bandi è prevista per il 30 ottobre 2027, il collaudo deve avvenire entro fine 2029. 

Nuovi percorsi – “Vogliamo fare di più – ha rilanciato Franco – rendere strutturale il sostegno all’housing sociale. Guardiamo, certamente, con interesse al Piano Casa nazionale e al sostegno che saprà dare in ciascuno dei ‘pilastri’ (Contributi per il recupero degli alloggi, sviluppo di fondi immobiliari territoriali e progetti strategici di grandi investitori privati). Per dare slancio e continuità alle azioni in programma:  insieme ai bandi si sta lavorando, come annunciato,  alla costruzione di strumenti finanziari capaci di moltiplicare la capacità di investimento e rendere sostenibili gli interventi nel tempo. 

“Da una parte – ha detto Franco –  intendiamo attivare un fondo di garanzia rotativo, finalizzato a ridurre il costo del credito e ad abbattere i tassi di interesse applicati agli investimenti di housing sociale. In questo modo le risorse potranno essere progressivamente riutilizzate, sostenendo un numero crescente di iniziative e facilitando l’accesso ai finanziamenti da parte degli operatori”. 

“Dall’altra parte,   ha aggiunto – vogliamo promuovere un coinvolgimento diretto della Banca europea per gli investimenti, affinché possa sostenere Regione Lombardia, tramite Finlombarda, nell’attivazione e nel finanziamento delle iniziative regionali di housing”. 

Un percorso di questa natura dovrà essere preceduto e accompagnato da un adeguato confronto tecnico, utile a strutturare gli strumenti migliori in grado di attrarre risorse finanziarie europee. Da una parte è necessario capire quali strumenti sono più appropriati per il nostro territorio; dall’altra vogliamo privilegiare strumenti flessibili a regia pubblica. 

Nuovo rilancio – “Non partiamo da zero – ha ribadito, in conclusione, l’assessore regionale – . Gli interventi già avviati mostrano la concretezza di questa politica. La sfida che abbiamo davanti è trasformare risorse importanti in case accessibili, quartieri più vivi e comunità più coese. Per riuscirci servono rapidità, qualità progettuale e collaborazione. Regione Lombardia sta facendo la propria parte con una programmazione chiara, risorse certe e un accompagnamento operativo ai territori. Vivere e lavorare in Lombardia vuol dire poter trovare una casa adeguata, sostenibile e inserita in un contesto di qualità”. 

 

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