Tre persone scomparse sulle Alpi ritrovate dopo trent’anni: la fusione dei ghiacciai e il DNA chiudono i casi

Cronaca

Tre persone scomparse oltre trent’anni fa sulle Alpi sono state finalmente identificate, restituendo una verità attesa da decenni alle rispettive famiglie. Le due vicende, nate in contesti differenti tra Svizzera e Austria, tracciano un quadro in cui il progresso della genetica forense si intreccia con i rapidi mutamenti ambientali che stanno trasformando l’alta montagna.

Resti riemersi dal ghiaccio nel Canton Vallese

Nel Canton Vallese, l’affioramento dei resti di due alpinisti belgi di 39 e 41 anni sul ghiacciaio del Trift, sopra Saas-Grund, è la diretta conseguenza del progressivo ritiro della massa glaciale. Scomparsi nel 1992 nella regione del Weissmies, i loro corpi sono rimasti custoditi dal ghiaccio per trentaquattro anni prima di riemergere durante l’estate del 2026. L’Istituto di medicina legale di Sion ha potuto confermare con certezza le loro identità grazie al confronto dei profili DNA con i familiari, chiudendo ufficialmente uno dei tanti fascicoli rimasti sospesi negli archivi della polizia svizzera.

L’identificazione in Tirolo attraverso l’analisi del DNA

Diversa nei presupposti, ma analoga nell’esito, è la storia che arriva dal Tirolo austriaco. Tra i detriti di un ghiaione sulla Nordkette, sopra Innsbruck, un escursionista ha ritrovato un singolo frammento osseo umano risalente a un ventiduenne altoatesino disperso nel 1991. In questo caso il ritrovamento non è legato al ritiro glaciale, ma la scientifica di Innsbruck è riuscita comunque a risalire all’identità del giovane grazie alle moderne analisi genetiche, escludendo dopo trentacinque anni l’intervento di terzi.

Le evidenze del ritiro dei ghiacciai alpini

Il caso del Trift riflette una realtà sempre più documentata nei monitoraggi della criosfera alpina. I dati del programma GLAMOS evidenziano come i ghiacciai svizzeri abbiano perso il 10% del loro volume nel solo biennio 2022-2023, mentre studi internazionali come GlaMBIE registrano un calo di quasi il 40% della massa glaciale nell’Europa centrale dal 2000 a oggi. Con l’accelerazione dei processi di fusione, l’arretramento dei ghiacciai continua così a riportare in superficie storie e frammenti di passato rimasti imprigionati in quota per generazioni.

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