Il primo giorno di applicazione delle nuove norme sui monopattini elettrici a Milano ha prodotto un dato che parla da solo: su 72 mezzi controllati, 27 contestazioni. Quasi uno su tre non era in regola. Non è un bilancio incoraggiante per chi sperava in un’adozione spontanea e immediata delle nuove regole da parte degli utenti.
La Polizia Locale di Milano ha avviato i controlli il giorno stesso dell’entrata in vigore della nuova disciplina, registrando le infrazioni con una precisione che permette di capire dove si concentra il problema. La violazione più frequente riguarda il contrassegno identificativo, la targa, nella sostanza, che le nuove norme impongono sui monopattini. Sedici mezzi su 72 ne erano sprovvisti: più di un quinto del totale controllato. È la violazione numericamente dominante e probabilmente quella più prevedibile: l’obbligo del contrassegno è una novità strutturale che richiede un’azione attiva da parte del proprietario, non semplicemente un comportamento da adottare durante la guida.
Al secondo posto per frequenza il mancato uso del casco: dieci contestazioni. Anche in questo caso si tratta di una norma che impone un cambio di abitudine, portare con sé un dispositivo di protezione che fino a ieri non era obbligatorio, o che molti continuano a ignorare nonostante l’obbligo.
Una contestazione è stata elevata per attraversamento con semaforo rosso, un’infrazione che esiste indipendentemente dalle nuove norme sui monopattini e che rimane tra le più pericolose in termini di rischio per l’incolumità propria e altrui.
A questi si aggiungono otto avvisi di infrazione per monopattini in divieto di sosta, una casistica che riguarda prevalentemente i mezzi in sharing, lasciati in punti non consentiti dai loro utilizzatori.
Qualcuno è stato multato per più di una infrazione contemporaneamente, il che significa che il numero di soggetti coinvolti è inferiore alle 27 contestazioni totali.
Un tasso di irregolarità del 37% nelle prime ore di vigenza di qualsiasi nuova regola, non è necessariamente un dato catastrofico, soprattutto quando impone obblighi nuovi come il contrassegno. È un segnale che la Polizia Locale ha scelto di non ignorare, avviando i controlli fin dal primo giorno senza un periodo di tolleranza.
La scelta di controllare subito, senza aspettare un rodaggio, è una dichiarazione di intenti: le nuove norme si applicano da subito, non dopo un periodo di adattamento informale. È un approccio che può accelerare la compliance, ma che richiede anche che l’informazione sulle nuove regole abbia raggiunto effettivamente gli utenti prima dell’entrata in vigore.
Nelle prossime settimane, l’andamento delle contestazioni dirà se il 37% di irregolarità del primo giorno era una quota fisiologica di avvio destinata a scendere rapidamente, o se riflette una resistenza strutturale all’adozione delle nuove norme. I numeri di oggi sono una fotografia. Quelli di giugno diranno se qualcosa è cambiato.
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