MilanoPost Maurizio Gabbana

Rapporto tra realtà concreta e realtà digitale

Attualità

Intervista a  MAURIZIO GABBANA

In che modo i social hanno trasformato il nostro modo di conoscere ed interpretare il mondo?

I social la maggior parte delle volte non fanno conoscere niente, hanno un impatto negativo non offrendo una visione vera, concreta e reale del mondo, ma sono solo un modo per farsi notare ed avere conferma attraverso i like. I social spesso sono “viziati” da una follia di fake news, i soggetti sono  spesso persone fragili e non si capisce mai quale possa essere la verità e quale la bugia. Non si ha un approfondimento reale e concreto, perché spesso subentra l’Intelligenza Artificiale e sdevia ulteriormente, ma ciò non vuol dire  che non ci siano notizie serie. Considerando Internet non è solo social, da un lato consultandolo si trovano notizie certe, dall’altro bisogna stare attenti perché i ragazzi di oggi rischiano di avere una confusione totale in testa non distinguendo il vero dal falso, bisogna farne un giusto uso, ci sono argomenti spesso utili ma ciò che rovina Internet sono i social media.

Come cambia oggi il rapporto tra esperienza fisica e realtà digitale, si può parlare di una smaterializzazione dell’esperienza?

La presenza fisica nel quotidiano  può dare sicuramente tutto, la digitalizzazione non è sufficiente, non offre un prodotto tuo, è già di un altro. Vivere la vita in prima persona concede tutto, tutto ciò che è utile. Bisogna affidarsi ai propri sensi, ascoltare per conoscere, osservare per conoscere! Non bisogna lasciarsi andare ad un prodotto finito come l’IA, che ci offe risultati non nostri. Si rischia di diventare cardio-apatici da divano, non ragioniamo più. Non bisogna smaterializzare l’esperienza ma materializzarla, sperimentando in prima persona ogni situazione. Si smaterializzano le fotografie diminuendo i pixel per esaltare la luce, vivendo attraverso la luce, perché possiamo essere riflettori!

Cosa si intende per neo-oralità? La cosiddetta neo-oralità rappresenta un’evoluzione oppure un impoverimento, rispetto alla cultura della scrittura?

Posso trovare qualcosa di nuovo, di  mio, scriverlo e comunicarlo non affidandomi all’IA, la neo oralità  è un impoverimento dal punto di vista celebrale. Se l’uomo non pensa, muore!

Perché velocità ed immediatezza sembrano prevalere sulla riflessione e non sulla competenza?

Perch è è quello che vorrebbero in questo mondo, bisogna ragionare in fretta con molto rischio di sbagliare. La nostra velocità è fretta assoluta perch è si vuole tutto e subito, nell’ immediato. Una velocità che permette di essere superficiale come uomo, come essere pensante, bisogna trovare una soluzione urgente! La nostra velocità non è quella dei futuristi i quali cercavano di interpretare quello che era il movimento.

E’  possibile mantenere un equilibrio tra vita digitale ed esperienza concreta?

L’equilibrio esiste, uso dei piccoli accorgimenti digitali per fare delle fotografie ma li uso con la mia intelligenza, in diversi lavori assemblo parti per creare un lavoro finito, un prodotto poetico che possa far riflettere, uso una piccola parte del digitale. Bisogna affidarsi ai sensi, che abbiamo tutti.

Noi possiamo “coniugare” odorato, olfatto, tatto ed udito con il verbo sentire, perché sento con l’orecchio, con  le dita, con il tatto e sento un gusto… ma come sento con la vista? La vista è l’unico senso che non si coniuga con il verbo sentire… invece è con la vista che si può sentire un’emozione, attraverso il cuore, il silenzio, l’osservazione e si può esprimere una sensazione ed un sentimento!

La scrittura nell’era del digitale sta davvero perdendo importanza?

La scrittura sta perdendo sempre più ascoltando gli editori, la vendita di libri e giornali è in forte calo  ma si legge sempre attraverso il digitale, l’e-book. Oggi ci si concentra molto sulle immagini, quindi le immagini vanno a sostituire i concetti principali. La scrittura attraverso la messaggistica è più complessa, non si comunicano le emozioni, o si scrive una poesia o non si riesce. I simboli sono difficili da interpretare. La voce può esprimere un’emozione, la scrittura può esprimere un’emozione se si ha il dono di poterla creare e  che non è facile! Oggi si scrive sempre meno, oppure senza punteggiatura e ciò può cambiare il significato!

Come valuti il binomio uomo-tecnologia e come immagini il futuro?

La tecnologia all’uomo occorre, ci sono elementi molto utili e possono dare tanto sotto certi aspetti, ossia l’aspetto pratico!  Nell’ambito medico spesso non esiste più il chirurgo che da remoto comanda un robot e ciò comporterà sempre la riduzione del lavoro umano. Nelle aziende metallurgiche ci sono macchine che si impostano, se prima la figura dell’uomo era indispensabile per la lavorazione di ogni singolo materiale, adesso non più perché una persona programma le macchine e loro procedono da sole! Ci sono cose che saranno utili ma altre meno! Si parla di un vero e proprio “progresso tecnologico !”

Che tipo di umanità sta emergendo da questa trasformazione tecnologica?

L’umanità sente, è priva di sentimenti e di emozioni!

Tre aggettivi per descrivere questo progresso tecnologico”

Utilizzabile, rischioso e superfluo!

Linda Tarantino

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