E’ terminato davanti al consolato spagnolo di via Turati il corteo per la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi e il rilascio immediato del brasiliano Thiago Avila e del palestinese con cittadinanza svedese e spagnola Saif Abukeshek, membri degli equipaggi della Global SomudFlotilla arrestati al largo di Creta dalle forze di sicurezza israeliane.
La Russa-Piantedosi Il ‘caso Flotilla’ “è uno dei problemi della politica vista come mistificazione. Quanti palestinesi hanno salvato grazie alle Flotille? Quanti bambini sono rimasti in vita? Zero. Si tratta di manifestazioni strumentali a basso rischio e grande ritorno mediatico. Se poi hai la fortuna che sei stato fermato per quattro ore e gridare che sei stato torturato è il massimo”: lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenendo alla presentazione del libro ‘Dalla parte delle divise’ di Annalisa Chirico, alla quale partecipa anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che ha collaborato alla realizzazione del libro. La Russa ha sottolineato che a suo parere si tratta di “iniziative a scarso rischio e altissima probabilità di visibilità”. D’accordo con il presidente del Senato, il ministro dell’Interno: “Sottoscrivo”, ha detto, ricordando poi come in passato siano stati “rifiutati i canali diplomatici e governativi” offerti agli attivisti. “In qualche modo evidenziando quale era la reale intenzione” ovvero “in qualche modo solo per visibilità”, ha detto Piantedosi. A chi gli chiedeva se quindi condivida le parole di La Russa sui ‘rischi minimi’ per gli attivisti e se ritenga che ‘anche finire in carcere sia un rischio minimo’, ha chiarito: “Finire in carcere rischio minimo non lo è mai” e “credo sia stato molto eloquente anche il presidente Meloni rispetto a quella che è la posizione del Governo italiano rispetto alla necessità di salvaguardare l’incolumità e tutta la sfera dei diritti che riguardano le persone che hanno fatto questa iniziativa”. “Dopodiché – ha detto ancora il ministro dell’Interno – quello che abbiamo detto è altrettanto vero, però, ripeto, il governo italiano sta comunque presidiando quello che sta avvenendo in Israele”.
“C’è stata espressa critica per il continuo ritornare sul tema della sicurezza nei provvedimenti. Come attore principale, se non altro per l’impulso che do, dico che sono totalmente in sintonia con i colleghi di Governo e con il Presidente del Consiglio dei ministri”: lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi intervenendo alla presentazione del libro “Dalla parte delle divise” di Annalisa Chirico. Piantedosi ha sottolineato che “tutto quello fatto è frutto di una visione comune della compagine di Governo” e che le determinazioni “non sono state fatte rincorrendo cose”. Il ministro ha parlato, per la fine della legislatura anche di “una sorta di testo unico di tutti i provvedimenti fatti”. Piantedosi ha inoltre sostenuto che “il tema della sicurezza “può essere sia di destra sia di sinistra”, ma probabilmente nel secondo schieramento “fino ad oggi” c’è stato “un deficit di attenzione”.
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Ma questi dementi non hanno di meglio da fare nella loro vita? Se gli si chiedesse perché il governo dovrebbe preoccuparsi di 2 persone che tra l’altro non sono nemmeno cittadine italiane sarebbero capaci di dare una risposta intelligente? Francamente dubito.