L’area, situata su un importante sito archeologico nel cuore della città, ospitava un progetto per una struttura da circa duecento stanze. Tra le ipotesi di reato lottizzazione abusiva e falso.
Lottizzazione abusiva e falso in concorso sono le principali ipotesi di reato che hanno portato al sequestro del cantiere di un nuovo hotel in via Zecca Vecchia, nel centro di Milano. L’operazione si inserisce in uno dei filoni della più ampia inchiesta sull’urbanistica milanese e vede coinvolti, a vario titolo, 39 indagati.
Il provvedimento e le motivazioni
Il sequestro preventivo è stato eseguito dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, su ordinanza del gip Mattia Fiorentini e nell’ambito dell’indagine coordinata dalla pm Marina Petruzzella. Il progetto prevedeva la costruzione di un albergo di cinque piani con 199 stanze in un’area precedentemente occupata da un garage.
Secondo il giudice, il Comune di Milano avrebbe permesso con la propria “inerzia” l’occupazione dell’area da parte delle imprese, sottraendola alla pubblica fruizione. Il Piano di governo del territorio destinava infatti quello spazio al recupero come area aperta, data la sua straordinaria rilevanza storica e monumentale.
Un hotel sopra il foro romano
Al centro della contestazione ci sarebbe una serie di atti ritenuti falsi, necessari per autorizzare l’edificazione su un lotto di proprietà del demanio archeologico. L’area interessata dai lavori coincide infatti con l‘antico foro della città romana, nel punto esatto dell’incrocio tra il cardo e il decumano.
Le indagini proseguono per accertare le responsabilità dei 39 soggetti iscritti nel registro degli indagati, mentre i lavori sul sito rimangono attualmente sospesi.
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845