Solo Milano, Brescia, Cremona, Lecco e Monza hanno approvato il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Negli altri capoluoghi il piano manca, è in lavorazione o non è verificabile
A quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), nei capoluoghi della Lombardia emerge una situazione fortemente disomogenea. Accanto ad alcuni Comuni che si sono dotati del piano previsto dalla legge, ce ne sono altri dove il percorso è ancora incompleto e diversi capoluoghi nei quali non risultano informazioni pubbliche disponibili.
Il Comune di Milano si è dotato del PEBA con delibera del Consiglio comunale numero 361 del 2018. Anche Brescia ha approvato il proprio piano con delibera del Consiglio comunale numero 6 del 2010. Negli ultimi mesi si sono aggiunti anche Cremona, che ha adottato il PEBA con delibera del Consiglio comunale numero 44 del 2025, e Lecco, che ha approvato il piano con delibera del Consiglio comunale numero 36 del 2025.
Tra i capoluoghi che si sono dotati del piano figura anche Monza, che aveva approvato il PEBA con delibera del Consiglio comunale numero 147 del 1989.
Diversa la situazione a Bergamo, dove il Piano è stato adottato con delibera della Giunta comunale numero 520 del 2024 ma deve ancora essere approvato dal Consiglio comunale per completare l’iter previsto dalla normativa. In altri capoluoghi il piano risulta ancora in fase di elaborazione. È il caso del Comune di Mantova, dove è in corso il percorso di realizzazione del PEBA, e del Comune di Pavia, che secondo le informazioni disponibili è al lavoro per la predisposizione del piano.
Permangono invece le situazioni più critiche nei Comuni di Como, Lodi, Sondrio e Varese, dove non risultano informazioni sul PEBA né sul sito istituzionale né nella sezione “Amministrazione trasparente”. In tutti questi casi è stata presentata una richiesta di accesso agli atti, ma al momento le amministrazioni non hanno fornito risposta. In questi capoluoghi, quindi, non è possibile verificare se il piano previsto dalla legge sia stato adottato.
Il quadro regionale evidenzia dunque una situazione ancora molto frammentata, a quarant’anni dall’approvazione della normativa che ha introdotto l’obbligo dei PEBA come strumento di pianificazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli spazi pubblici e negli edifici comunali.
A livello nazionale, dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni pari al 36,4 per cento hanno approvato un PEBA con delibera di Consiglio comunale, 16 pari al 13,6 per cento hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 pari al 21,2 per cento sono in fase di redazione e 34 pari al 28,8 per cento risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili. Secondo l’Associazione questi dati, già critici nei capoluoghi che in teoria dispongono di maggiori risorse tecniche e amministrative, indicano una realtà ancora più arretrata nel resto del Paese: si stima che solo circa il 15 per cento dei Comuni italiani abbia davvero adottato un PEBA e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti rappresenta una criticità ulteriore e largamente irrisolta.
«A quarant’anni dalla legge istitutiva dei PEBA, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali – dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità –. Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta».
Come è stata svolta l’indagine – L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni sui PEBA nei comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo, con particolare attenzione alla sezione “Amministrazione trasparente” (provvedimenti e strumenti di pianificazione); accessi agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni online. L’indagine rimane aperta: l’Associazione invita amministrazioni, cittadine e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate a info@associazionelucacoscioni.it.
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