“Numerose segnalazioni da parte delle imprese lombarde indicano rincari rilevanti e spesso ingiustificati dei materiali da costruzione.
È necessario arginare gli effetti speculativi che le tensioni geopolitiche stanno generando sui prezzi. Ma intervenire solo su carburanti e bollette non basta: serve una misura specifica anche per i materiali da costruzione non soggetti alle accise. Auspichiamo quindi l’adozione di uno strumento capace di sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi dei materiali da costruzione che risentono, direttamente o indirettamente, della crisi in atto”. Lo dichiara John Bertazzi, presidente di Ance Lombardia.
I dati raccolti dall’associazione delle imprese dell’edilizia nelle ultime settimane hanno confermano l’entità degli aumenti: il gas naturale (indice PSV) è passato da 0,37 euro/MWh del 27 febbraio 2026 a 0,63 euro/MWh del 9 marzo 2026, con un incremento del 70%. Il bitume è salito da 410 euro a tonnellata del 27 febbraio 2026 a 638 euro a tonnellata del 10 marzo 2026, segnando un aumento del 56%.
Anche il gasolio industriale (senza IVA) registra un forte incremento: da 1,37 euro al litro del 27 febbraio 2026 a 1,76 del 10 marzo 2026, pari a +28%. “Già dalla scorsa settimana, e con un’accelerazione nelle ultime ore, stiamo ricevendo segnalazioni da parte delle nostre imprese di aumenti significativi dei prezzi dei materiali da costruzione. Non si tratta solo dei derivati petrolchimici come il bitume, ma anche di altri materiali strategici per i cantieri, a cui si aggiungono i rincari dei costi energetici e di trasporto. – continua Bertazzi –
Purtroppo gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime stanno già producendo conseguenze pesanti e coinvolgono l’intera filiera delle costruzioni, che in Lombardia è impegnata in uno sforzo importante per portare avanti nei tempi previsti gli interventi legati al Pnrr. Segnalamo che, senza un intervento rapido, le imprese rischiano di dover sostenere da sole gli effetti economici della crisi internazionale, con possibili ripercussioni sulla tenuta del sistema produttivo e sull’avanzamento dei cantieri”.
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