“Abbiamo effettuato l’ennesimo sopralluogo in via Paruta 62, nella zona di via Padova. Qui ormai da mesi è stata aperta una moschea abusiva che avevamo segnalato fin da subito, non appena sono partiti i lavori. Il Comune aveva attestato gli abusi ha dichiarato che in quest’area non può esserci un luogo di preghiera.
I cittadini della zona sono particolarmente allarmati: hanno persino segnalato i richiami alla preghiera risuonare nel quartiere. Con un’arroganza insostenibile questa comunità ha trasformato lo spazio in moschea, un luogo assolutamente non sicuro e totalmente fuori dalle regole. Non lo nascondono neppure: distribuiscono volantini per segnalare gli orari di preghiera e chiunque passi può vedere i fedeli.
Chi predica in questa moschea? Chi frequenta questo luogo? Ci sono evidenti rischi per la sicurezza se non si interviene. Il Comune di Milano che fa? Assolutamente nulla: ha preso atto delle irregolarità ma non va oltre. Ormai ha deciso che l’area di via Padova debba diventare un ghetto islamico. Ci sono già 2 moschee attive in questa zona, oltre all’edificio di via Esterle che viene già usato irregolarmente per la preghiera, senza che siano stati eseguiti i lavori necessari per la messa in sicurezza dello stabile comunale.
Ci aspettiamo che Palazzo Marino si svegli finalmente: è incredibile quanto sia succube delle comunità islamiche in città.” Così in una nota Silvia Sardone, vicesegretario della Lega e consigliere comunale; Samuele Piscina, segretario della Lega Milano e consigliere comunale; Vanessa Ragazzoni e Luigi Bragonzi, consiglieri della Lega al Municipio 2.
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