Prosegue il piano di recupero Aler che interessa 71 appartamenti popolari situati in via Morgantini 5, nel cuore del quartiere San Siro a Milano. L’intervento riguarda una palazzina di proprietà appunto dell’Aler ed è stato oggetto di un recente sopralluogo a cui ha partecipato anche il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Questa operazione non è isolata, ma si inserisce in un più ampio investimento di 14 milioni di euro, deliberato nel 2022, finalizzato alla riqualificazione complessiva di 195 alloggi distribuiti anche tra viale Mar Jonio 9 e piazzale Selinunte 6. Secondo il cronoprogramma originale, il completamento dei lavori era previsto per la fine del 2024.
L’applicazione della nuova procedura operativa
La particolarità di questo cantiere risiede nell’applicazione di un protocollo d’azione, attivo dallo scorso settembre, che mira a velocizzare drasticamente il riatto degli appartamenti subito dopo lo sgombero. Alan Rizzi, presidente di Aler Milano, ha spiegato che su sei alloggi specifici la consegna all’impresa è stata immediata proprio per testare l’efficacia di questo nuovo metodo. Al momento, quasi tutte queste unità sono ultimate: una è già stata ufficialmente assegnata, mentre per altre quattro è già stato individuato il nucleo familiare destinatario tramite l’abbinamento in graduatoria. Restano invece soggetti alle procedure ordinarie di turnover gli altri appartamenti, che verranno presi in carico dalle imprese e assegnati seguendo il normale scorrimento delle liste d’attesa, garantendo continuità nel recupero del patrimonio abitativo.
Il contrasto alle occupazioni abusive e i tempi di intervento
L’obiettivo politico e sociale di questo nuovo approccio è contrastare in modo netto il fenomeno delle occupazioni abusive. Il ministro Salvini ha sottolineato come la capacità di sgomberare, ristrutturare e riassegnare un immobile in tempi brevi rappresenti un segnale determinante contro chi occupa professionalmente gli spazi pubblici. Secondo il ministro, le nuove norme permettono di abbattere i tempi burocratici e tecnici, portando l’intero processo a una durata di circa tre mesi, contro i tre anni che spesso erano necessari in passato. In questo modo, l’alloggio torna rapidamente a disposizione di chi ne ha effettivamente diritto, sottraendolo alle logiche dell’illegalità e restituendo dignità a chi è regolarmente in lista d’attesa.
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