Il museo del fumetto trasloca in Brianza: addio a Milano e nuove ipotesi per la sede

Milano

Il futuro del patrimonio fumettistico che per quindici anni ha animato lo Spazio Wow di viale Campania sembra ormai tracciato lontano dal capoluogo lombardo. Dopo la brusca interruzione dei rapporti con il Comune di Milano, causata da una complessa vicenda di debiti e mancate concessioni, Luigi Bona guarda con decisione verso il territorio brianteo. Il presidente della Fondazione Franco Fossati non nasconde l’amarezza per l’epilogo milanese, ma trasforma la delusione in energia per un nuovo progetto che potrebbe trovare casa a Monza o Desio.

Luigi Bona

La Fondazione, che custodisce oltre 800mila pezzi tra albi rari, tavole originali e archivi storici, sta attualmente vagliando diverse proposte arrivate da varie amministrazioni comunali. L’obiettivo principale è individuare una struttura già pronta a ospitare una collezione così vasta e prestigiosa. Bona ha confermato che le interlocuzioni sono in fase avanzata e che, se le trattative dovessero concludersi positivamente, il grande annuncio ufficiale arriverà entro un mese.

Le opzioni sul tavolo spaziano da una sede unica e monumentale a un modello di museo diffuso, capace di articolarsi in più luoghi simbolici della Brianza. Questa dinamicità non è nuova per l’ente, che negli anni ha saputo coinvolgere migliaia di persone in laboratori e mostre internazionali. Il recente successo dell’esposizione dedicata all’Ape Maia a Villa Tittoni, a Desio, ha confermato quanto il pubblico locale sia ricettivo e quanto il territorio sia logisticamente strategico, spesso persino più accessibile rispetto alle zone centrali di Milano.

Il legame con la Brianza si è ulteriormente rafforzato grazie alla partecipazione a eventi come il MonzaCon, dove si respira un fermento culturale che ricorda i decenni d’oro del fumetto italiano. Nonostante la ferita aperta lasciata dal distacco con Milano, il centro studi è pronto a valorizzare tesori unici, come la collezione del Giorno dei Ragazzi, in un contesto che Bona definisce un terreno fertile. La sfida ora è quella di trasformare una collezione storica in un polo culturale moderno, capace di raccogliere il testimone milanese e dare finalmente una casa stabile a uno dei patrimoni più importanti d’Europa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.