La giornata del 28 febbraio 2026 segna un punto di non ritorno per il Medio Oriente. Alle ore 20:40 italiane, è arrivata la conferma definitiva: l’Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran per oltre trent’anni, è morto a seguito dell’operazione militare condotta da Stati Uniti e Israele.
Il recupero della salma e le prove fotografiche
Dopo ore di incertezza e silenzio assoluto da parte di Teheran, un alto funzionario della sicurezza israeliana ha confermato il decesso. Il corpo di Khamenei è stato recuperato tra le macerie del suo palazzo, abbattendo l’ipotesi iniziale di una sua fuga riuscita. Secondo i media israeliani, le immagini della salma sono già state visionate dal premier Benjamin Netanyahu e dal presidente Donald Trump.
L’attacco ha colpito duramente anche la cerchia ristretta della Guida Suprema: un membro del consiglio comunale di Teheran ha riferito che nei raid di ieri mattina sono rimasti uccisi anche il genero e la nuora di Khamenei.
Il monito di Trump e l’appello alla defezione
Donald Trump, affidando le sue reazioni a Truth, ha definito la scomparsa di Khamenei come “la più grande opportunità per il popolo iraniano di riprendersi il proprio Paese”. Il presidente USA ha inviato un messaggio perentorio alle forze di sicurezza iraniane:
“Abbiamo saputo che molti membri dell’IRGC, dell’esercito e della polizia non vogliono più combattere. Ora possono avere l’immunità, ma se aspettano otterranno solo la morte. Collaborate o farete una brutta fine.”
Trump ha auspicato che le forze armate si uniscano ai patrioti per ricostruire una nazione che, in un solo giorno, è stata “profondamente distrutta e annientata”.
Esultanza nelle strade: “Questa è l’ultima battaglia”
Nonostante il clima di guerra, i video che circolano sui social mostrano scene di gioia spontanea nelle principali città iraniane. A Teheran, centinaia di cittadini sono scesi in strada o si sono affacciati dai balconi per applaudire la fine di quello che per molti era il simbolo della repressione. Al grido di “Questa è l’ultima battaglia”, la popolazione ha celebrato il crollo del sistema teocratico instaurato nel 1979.
Le parole di Reza Pahlavi: la fine della repubblica islamica
Anche Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià, ha commentato duramente l’evento definendo Khamenei un despota cancellato dalla storia. Pahlavi ha sottolineato che qualsiasi tentativo del regime di nominare un successore è destinato al fallimento, poiché chiunque prenda il suo posto mancherà di legittimità e longevità. Ha infine rivolto un appello alle forze di sicurezza, definendo questa come l’ultima opportunità per unirsi alla nazione e garantire una transizione stabile verso un futuro libero.
Un’eredità di potere assoluto
Ali Khamenei lascia un Iran trasformato da trent’anni di controllo totale. Dal 1989, aveva plasmato l’identità del Paese gestendo direttamente le forze armate e l’apparato giudiziario, come anche i media statali, pretendendo la rigida osservanza dei precetti rivoluzionari.
Mentre il controverso programma nucleare è stato dossier centrale della sua politica estera
La sua scomparsa lascia un vuoto di potere senza precedenti in un Paese tecnicamente e politicamente devastato in meno di 24 ore.
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