L’aria in città torna a farsi pesante. Dopo una breve tregua, i rilevamenti della giornata di lunedì hanno mostrato un nuovo sforamento dei livelli di PM10. Le centraline dell’Arpa hanno segnalato concentrazioni superiori alla soglia di guardia di 50 µg/m³ in quasi tutti i quartieri monitorati, confermando una tendenza critica per la salute dei cittadini.
La mappa dei rilevamenti: i dati zona per zona
Non tutta la città respira allo stesso modo. I picchi più preoccupanti si registrano nelle aree a ridosso della circonvallazione, dove il traffico motorizzato incide pesantemente sulla qualità dell’aria:
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Viale Marche: 68 µg/m³ (il valore più alto in città)
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Pioltello (area metropolitana): 62 µg/m³
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Città Studi: 56 µg/m³
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Via Senato: 56 µg/m³
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Verziere: 47 µg/m³ (l’unica zona rimasta sotto il limite)
Il bilancio del 2025 e le sfide aperte
Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente, il 2025 ha mostrato timidi segnali di miglioramento per la Lombardia, con Milano e Monza che sembrano aver intrapreso un percorso positivo. Tuttavia, la realtà dei numeri resta severa: i giorni di “inquinamento acuto” sono ancora troppi rispetto al limite di 35 giorni all’anno imposto dall’Unione Europea.
Il divario tra le diverse zone di Milano è emblematico: mentre in centro (Verziere) il numero di superamenti nel 2024 è stato contenuto a 21, le aree più esposte come viale Marche hanno toccato quota 66, quasi il doppio del consentito.
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