Nel suggestivo spazio del Fazioli Showroom, venerdì 20 febbraio 2026 alle ore 17, la pianista Zarina Shimanskaya, presentata dal Maestro Alberto Veronesi, ha offerto un recital di grande fascino dedicato alle pagine di Maurice Ravel e Fryderyk Chopin, conquistando il pubblico con una prova di straordinaria maturità artistica.
Il programma si è aperto con la Sonatina di Maurice Ravel, seguita da Alborada del gracioso, Jeux d’eau, dalla celebre Pavane pour une infante défunte e dalla trascinante La Valse. Nella seconda parte la pianista ha affrontato integralmente il ciclo delle Ballate di Fryderyk Chopin: la Ballata n. 1 op. 23, la Ballata n. 2 op. 38, la Ballata n. 3 op. 47 e la monumentale Ballata n. 4 op. 52.
Fin dalle prime battute sono emersi pianissimi di intensa concentrazione, capaci di sospendere il tempo e catturare l’ascolto con un controllo del suono di grande raffinatezza. La pianista ha mostrato un virtuosismo strepitoso, sempre sostenuto da una visione musicale lucida e da un fraseggio impeccabile.
Particolarmente memorabile è risultata l’esecuzione della Ballata n. 4 di Chopin, affrontata con profondità architettonica e slancio poetico, così come la Pavane di Ravel, resa con una nobiltà di canto e una delicatezza timbrica di rara intensità. In La Valse la Shimanskaya ha offerto una lettura spettacolare, ricca di contrasti dinamici — dai pianissimi più rarefatti ai forti e fortissimi travolgenti — mantenendo sempre un controllo assoluto della struttura.
Colpisce la varietà della tavolozza sonora: la pianista ha saputo sfruttare in modo esemplare le possibilità timbriche dei pianoforti Fazioli, sorprendendo per la quantità di differenti “tocchi” musicali e per una capacità di scolpire il suono che richiama la grande tradizione pianistica russa contemporanea. Con naturalezza si avverte una linea interpretativa affine alla sensibilità di Daniil Trifonov, mentre nei pianissimi più estremi emerge una qualità di sospensione sonora che evoca la finezza di Arcadi Volodos.
Il pubblico milanese ha accolto con entusiasmo un recital che si è rivelato non solo una dimostrazione di virtuosismo, ma una vera esplorazione poetica del suono, capace di coniugare rigore, immaginazione e una sensibilità musicale fuori dal comune.
