I cantieri della Metrotranvia Milano Seregno “fermi nel 2024 sono drammaticamente sempre fermi nel febbraio 2026”: lo denuncia Confcommercio Milano Lodi, Monza e Brianza con Confcommercio territoriale Alta Brianza. “Lo stato drammatico di un abbandono di fatto e di immobilità dei cantieri – spiega Simone Errico, direttore di Confcommercio Alta Brianza – sta determinando, oltre al perdurante impatto economico fortemente negativo per le attività commerciali situate lungo il tracciato con perdite fino al 20% del fatturato direttamente riconducibili alla presenza dei cantieri e alle limitazioni d’accesso, anche rilevanti ripercussioni sulla viabilità locale: con chiusure di incroci, deviazioni e limitazioni al traffico che incidono in modo significativo sulla mobilità quotidiana dei cittadini”.
Secondo Confcommercio Bresso, Desio e Nova Milanese sono i Comuni più penalizzati: circa 200 le imprese “murate” dagli attuali cantieri ed anche il mercato ambulante di Bresso è coinvolto. “E’ nostro dovere mantenere più che alta l’attenzione su quest’opera che definire ‘incompiuta’ è un eufemismo – fa il punto Ermanno Gatti, presidente di Confcommercio Alta Brianza – ad oggi dalla Città Metropolitana di Milano non abbiamo notizie concrete sull’accelerazione dei lavori per la Metrotranvia. E invece servono tempi certi con una comunicazione trasparente sull’effettivo stato di avanzamento dell’opera; e servono misure urgenti per mitigare l’impatto negativo sul territorio”.
“L’andamento lento della Metrotranvia Milano Seregno non è più tollerabile – interviene Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza – torniamo a chiedere bandi specifici con ristori per le imprese più colpite. Come si è fatto a Milano per i cantieri della metropolitana”. Una possibile strada per reperire risorse, indica Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza con Confcommercio Alta Brianza, è il nuovo bando di Regione Lombardia per i Distretti del Commercio chiedendo ai Comuni dotati di Distretto del Commercio coinvolti nella Metrotranvia, di stanziare risorse specifiche da destinare alle attività economiche penalizzate dai lavori.
L’associazione ricorda di aver lanciato “il primo allarme gennaio 2023 per (allora) i 38 mesi di cantiere che erano previsti”. E che erano poi seguiti “a settembre 2024 conferenza stampa a Desio, in Confcommercio, con la denuncia dello stop dei cantieri e la richiesta di ristori per le grandi difficoltà delle attività commerciali maggiormente coinvolte. Apertura di un confronto ‘costruttivo’ con la Città Metropolitana di Milano: successivamente ci sono stati, infatti, incontri per spiegare agli operatori economici la situazione. Ma non sono mancate anche le audizioni in Regione”.
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