Si è aperto ufficialmente ieri, 10 febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo, il viaggio della terza edizione del “Treno del Ricordo”. Il convoglio storico, presentato a Palazzo Chigi dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e dal presidente del Gruppo FS Italiane Tommaso Tanzilli, ha iniziato il suo percorso nazionale per dare voce a una pagina di storia rimasta a lungo nel silenzio.
Un museo itinerante tra dolore e identità
Fino al 1° marzo 2026, il treno percorrerà l’Italia da Nord a Sud, partendo da Trieste per arrivare a Siracusa. Il progetto mira a ripercorrere idealmente il viaggio degli esuli istriani, fiumani e dalmati che nel secondo dopoguerra abbandonarono le proprie terre.
L’allestimento, curato da Fondazione FS, si sviluppa su cinque carrozze dove immagini d’archivio e testi originali accompagnano il visitatore. Di particolare impatto è la presenza delle masserizie originali provenienti dal Magazzino 18 di Trieste, oggetti quotidiani che testimoniano la dimensione umana dell’esodo. “Per anni questa storia non è stata raccontata — ha sottolineato il ministro Abodi — il nostro è un progetto di identità nazionale nato per superare l’oblio, raccontando la storia per intero”.
Le celebrazioni istituzionali del 10 febbraio
Parallelamente alla partenza del treno, nella mattinata di ieri si è svolta nell’Aula di Montecitorio la cerimonia celebrativa ufficiale. Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, le massime cariche dello Stato hanno reso omaggio ai martiri delle foibe.
L’evento è stato aperto dai saluti dei presidenti delle Camere, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, seguiti da interventi di profondo valore storico e umano:
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Lo storico Gianni Oliva ha tracciato il contesto dei tragici eventi del confine orientale.
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Le testimonianze di Toni Concina (Associazione Dalmati) e del campione olimpico Abdon Pamich hanno ricordato il dramma vissuto da chi scelse l’esilio.
L’evento è stato segnato da un forte valore simbolico: per la prima volta, le onorificenze ai familiari degli esuli non sono state consegnate nelle prefetture locali, ma direttamente a Palazzo Chigi. Questo riconoscimento segna il passaggio definitivo della vicenda giuliano-dalmata dalla marginalità di un tempo al centro della memoria nazionale.
Le prossime tappe
Dopo la partenza da Trieste, il convoglio toccherà undici città, tra cui Pordenone e L’Aquila (rispettivamente Capitali della Cultura 2027 e 2026). A Roma, il Treno del Ricordo sarà aperto alle visite nelle giornate del 19 e 20 febbraio, portando nella Capitale quel patrimonio di memoria che, come auspicato dal ministro Abodi, deve ormai diventare “proprietà comune di tutti gli italiani”.
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