Una serata storica quella di ieri sera, 6 febbraio 2026, che ha segnato l’inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Per la prima volta nella storia, la cerimonia di apertura si è svolta simultaneamente in due
sedi, unendo idealmente l’eleganza urbana milanese e le vette innevate delle Dolomiti sotto il segno dell’Armonia, tema portante dell’intero evento curato dal direttore creativo Marco Balich.
Protagonista del palco è la forma circolare, richiamo alle origini di Milano e al suo sviluppo storico per cerchie successive. Da questo anello centrale partono quattro rampe che fungono da collegamento ideale, proiettando l’energia della città verso le montagne di Livigno, Predazzo e Cortina, sedi ufficiali delle competizioni.
Il cerchio centrale a San Siro, con le sue rampe, è stato descritto come un “museo vivente” che ha saputo trasformare lo stadio in un’installazione d’arte.
Splendide le coreografie: il tributo a Canova con il duetto di “Amore e Psiche” (interpretato dai ballerini della Scala Claudio Coviello e Antonella Albano) è stato definito uno dei momenti più eleganti. La scelta di collocare i performer in teche di vetro ha creato un effetto visivo sospeso nel tempo, molto apprezzato per la pulizia estetica.
Apprezzata anche l’energia del musical: La parte affidata a Sabrina Impacciatore, un viaggio attraverso un secolo di sport e costume sulle note di successi come Prisencolinensinainciusol di Celentano, ha dato un tocco di ironia e dinamismo che ha spezzato la solennità dei momenti istituzionali.
Lo spettacolo a San Siro: tra arte, musica e stelle
La serata è iniziata alle 20:06 in uno stadio di San Siro gremito da 67.000 spettatori, illuminato dai flash del pubblico dopo il tradizionale countdown. Il racconto si è subito snodato tra omaggi alla cultura italiana: dalla bellezza neoclassica di Antonio Canova, con i ballerini della Scala che hanno fatto rivivere “Amore e Psiche”, fino alle celebrazioni della musica lirica e di icone pop come Raffaella Carrà.
La tribuna d’onore ha visto protagonista il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto da un autentico boato al fianco di Kirsty Coventry (CIO).
Sul fronte artistico, la cerimonia ha schierato un cast eccezionale, prevalentemente femminile: da Laura Pausini, che ha intonato l’inno nazionale, a Mariah Carey, alla cantante lirica Cecilia Bartoli e alle attrici Matilda De Angelis e Sabrina Impacciatore ma anche Charlize Theron, ambasciatrice di Pace dell’Onu, fino al messaggio spaziale dell’astronauta Samantha Cristoforetti. Momenti di alta intensità poetica sono stati regalati da Pierfrancesco Favino, con la lettura de “L’Infinito” di Leopardi e dalla performance di Andrea Bocelli.
La parata degli atleti e lo spirito olimpico
Alle 20:50 è iniziata la sfilata delle 92 delegazioni. Sebbene l’atmosfera fosse di grande festa, non sono mancate tensioni internazionali: si sono registrati fischi all’ingresso di Israele e durante l’apparizione del presidente americano JD Vance, mentre la delegazione ucraina è stata accolta da un’ovazione.
L’entusiasmo ha raggiunto il culmine alle 22:11 con l’ingresso dell’Italia. Gli azzurri hanno sfilato sdoppiati: a Milano guidati da Arianna Fontana e Federico Pellegrino, a Cortina da Federica Brignone (portata simbolicamente in spalla dal compagno di squadra Amos Mosaner). Il Presidente Mattarella e la premier Giorgia Meloni hanno seguito la sfilata in piedi, partecipando al fragoroso applauso di San Siro.
I messaggi di pace e la dichiarazione di apertura
Il tema della tregua olimpica è stato affidato al rapper Ghali, che ha recitato i versi di “Promemoria” di Gianni Rodari. Nonostante le polemiche dei giorni precedenti riguardanti la sua partecipazione, l’artista ha portato in scena una coreografia simbolica culminata nella formazione di una colomba umana.
Il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò nel suo discorso ha parlato di una nuova pagina della storia Olimpica, ispirati dai valori che ci uniscono tutti: eccellenza, amicizia e rispetto “Quella che ci attende nelle prossime due settimane – ha detto – è un’edizione pionieristica dei Giochi Invernali: diffusa su un vasto territorio, rispettosa dell’ambiente, portatrice di un’eredità solida, conforme alle regole del CIO e la più equilibrata di sempre in termini di rappresentanza tra donne e uomini. Questi Giochi si svolgeranno con Spirito Italiano, uno spirito italiano vibrante e contemporaneo, in un contesto unico di bellezza naturale e culturale”.
Alle 22:51, il Presidente Mattarella ha pronunciato la formula rituale: “Dichiaro aperti i Giochi di Milano Cortina”.
L’accensione dei bracieri: Tomba, Compagnoni e Goggia
Il culmine simbolico è arrivato con l’accensione dei bracieri. A Cortina, in piazza Dibona, è stata Sofia Goggia a ricevere l’ultimo testimone da Gustavo Thoeni per accendere il fuoco olimpico.
Quasi in contemporanea, a Milano, la fiaccola è giunta all’Arco della Pace nelle mani di due leggende: Deborah Compagnoni e Alberto Tomba. Sulle note dell’Inno alla Gioia di Beethoven e sotto un cielo illuminato dai fuochi d’artificio, il braciere milanese ha preso vita, segnando l’inizio ufficiale delle competizioni. “Portate in gara il vostro cuore”, è stato l’augurio finale della premier Meloni sui social, chiudendo una notte che ha incantato il mondo.
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