Mentre le Alpi si preparano a un weekend di nevicate abbondanti, il quotidiano Le Monde critica l’uso massiccio di neve artificiale per garantire le competizioni.
Alla vigilia dall’apertura ufficiale dei Giochi invernali di Milano Cortina, prevista per venerdì con la cerimonia allo stadio di San Siro, l’attesa per l’evento si incrocia con l’arrivo della perturbazione tanto sperata. Mentre gli atleti prendono posto al Villaggio Olimpico e la città accoglie i capi di Stato e la Fiamma Olimpica (attesa per oggi), il meteo sta cambiando radicalmente il volto delle sedi di gara.
Le previsioni: un metro di neve fresca
Una perturbazione atlantica sta colpendo l’Italia, interessando l’arco alpino centro-orientale. Secondo le stime:
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Entro il weekend: sommando le precipitazioni in corso a quelle previste, in molte aree — inclusa Cortina d’Ampezzo — si potrà raggiungere un metro di spessore complessivo.
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Il giorno dell’inaugurazione: venerdì la neve continuerà a cadere in montagna, mentre a Milano, per la cerimonia a San Siro, è prevista pioggia.
Tuttavia, gli esperti raccomandano cautela: l’accumulo di neve fresca su manti non consolidati aumenta sensibilmente il rischio valanghe, in particolare oltre i 1.700-1.800 metri.
La critica di Le Monde e la neve artificiale
Nonostante l’arrivo della neve naturale possa alleviare l’ansia che aveva colpito gli organizzatori a fine anno (quando località come Bormio e Livigno dipendevano interamente dai cannoni), la stampa internazionale solleva dubbi sulla sostenibilità dell’evento.
Il quotidiano francese Le Monde ha pubblicato ieri un articolo dal titolo emblematico: “Giochi invernali. Il trionfo della neve artificiale”. Nell’analisi si sottolinea che: “Per rendere possibili le prove sono stati fabbricati 1,6 milioni di metri cubi di neve. Una tecnologia ghiotta in acqua e in energia, criticata dai difensori dell’ambiente e dagli scienziati”.
Dal timore alla festa
La neve attuale spazza via le preoccupazioni degli addetti ai lavori che, fino a poche settimane fa, si chiedevano con ansia: “E se non nevica?”. Le precipitazioni garantiscono ora agli atleti di gareggiare nelle migliori condizioni possibili e offrono al mondo l’immagine iconica delle Alpi italiane imbiancate, pur confermando quanto la gestione climatica dei grandi eventi invernali sia diventata un tema di dibattito globale.
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