Olimpiadi, Giovanati (FI): Pd fa morale su biglietti dopo aver svuotato evento

Milano

“Il comunicato del Partito Democratico sui biglietti per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi rappresenta un esercizio di moralismo tardivo che non può nascondere una responsabilità politica evidente: il Pd milanese ha contribuito direttamente a raffreddare, impoverire e di fatto isolare la città rispetto a uno dei più grandi eventi sportivi internazionali”: lo dichiara Deborah Giovanati consigliere comunale di Forza Italia.

“Non si tratta di polemica astratta, ma di atti concreti – aggiunge -. Il Partito Democratico ha votato in Consiglio comunale una delibera che ha impedito al Comune di investire risorse nella promozione delle Olimpiadi, precludendo qualsiasi iniziativa di coinvolgimento diffuso: niente scuole, niente associazioni sportive, niente manifesti, nessuna presenza nei quartieri. Una scelta che ha trasformato un’occasione storica in un evento vissuto con distacco, quasi con fastidio, dalle istituzioni cittadine. In questo contesto, le dichiarazioni di esponenti di primo piano come Pierfrancesco Majorino non sono un dettaglio, ma l’espressione più chiara di una deriva culturale e politica che ricorda da vicino l’antipolitica dei Cinque Stelle: diffidenza verso i grandi eventi, rifiuto del ruolo istituzionale, ricerca costante di una superiorità morale che finisce per tradursi in immobilismo.”

“Un approccio che non costruisce nulla – sottolinea Giovanati –  e che, alla prova dei fatti, penalizza la città. Oggi il Pd rivendica la scelta di non accettare biglietti omaggio e propone di destinarli ad associazioni giovanili. Una proposta che, isolata dal contesto, può apparire condivisibile, ma che suona ipocrita se letta alla luce di mesi di ostilità politica e di decisioni che hanno impedito proprio a quelle stesse associazioni di essere coinvolte davvero nel percorso olimpico. Il risultato è l’immagine di una sinistra brutta e stanca, incapace di valorizzare le opportunità e pronta a imbruttire anche ciò che potrebbe essere motivo di orgoglio collettivo. Milano, città aperta e internazionale, meritava istituzioni all’altezza dell’evento. Invece si è trovata ostaggio di una cultura politica che confonde il rigore con il rifiuto e l’etica con la rinuncia.”

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