Mostra metafisica milano

I maestri della Metafisica in mostra a Milano in occasione dei Giochi Olimpici

Cultura e spettacolo

In occasione dei Giochi Olimpici invernali, la metropoli lombarda accoglierà un grande progetto diffuso, coinvolgendo diverse sedi espositive per raccontare la storia dell’arte metafisica e le sue profonde influenze a livello globale.

Una mostra, tre prospettive offerte da altrettante sedi diffuse sul territorio urbano: sarà questa struttura unica a caratterizzare Metafisica/Metafisiche, l’atteso appuntamento culturale in programma a Milano dal prossimo 28 gennaio. Il progetto, curato da Vincenzo Trione, mira a presentare l’opera del nucleo storico dei maestri della Metafisica, da Giorgio de Chirico a Giorgio Morandi, in dialogo con le sue numerose influenze nella cultura visiva del XX e XXI secolo.

La mostra abbraccerà l’intera città, proponendo una interpretazione diversa in ciascuna delle sedi espositive coinvolte: Palazzo Reale e Museo del NovecentoPalazzo Citterio della Grande Brera, e la sede milanese delle Gallerie d’Italia. Il progetto toccherà poi numerose discipline creative, con approfondimenti dedicati al cinema, all’architettura, al design e a tutti gli ambiti interessati dall’arte metafisica. L’iniziativa si inserisce inoltre nell’ampio programma dell’Olimpiade Culturale, organizzata in occasione dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

DA DE CHIRICO A MORANDI, I GRANDI NOMI DELL’ARTE METAFISICA IN MOSTRA A MILANO

L’evento espositivo, articolato in tre capitoli, collegherà idealmente Piazza Duomo a Brera, passando per Piazza della Scala. Il punto di partenza ideale per questo percorso sarà Palazzo Reale: qui, fino al 21 giugno, saranno allestite più di trecento opere realizzate dal gruppo storico degli artisti metafisici. Accanto ai lavori di esponenti della prima ora, come Giorgio de ChiricoAlberto SavinioFilippo de Pisis e Morandi, la retrospettiva documenterà l’impatto a livello internazionale della corrente nata a Ferrara nel 1917. Il pubblico potrà così ripercorrere la genesi delle atmosfere metafisiche rintracciabile in opere di artisti del calibro di Salvador DalíMax Ernst e Andy Warhol.

Fedele all’approccio multidisciplinare, la mostra estenderà il proprio focus oltre le arti visive, raccontando l’influenza dell’arte metafisica nel cinema di Paolo Sorrentino e Tim Burton, nei progetti architettonici di Frank Gehry e Aldo Rossi, fino al design e all’alta moda. Obiettivo dell’esposizione è sottolineare uno dei grandi punti di forza di questa arte d’avanguardia: la sua capacità di adattarsi nel corso dei decenni a diverse correnti e linee di pensiero, svolgendo un ruolo da protagonista in un vasto numero di ambiti creativi.

L’EVENTO DIFFUSO TRA PALAZZO REALE, MUSEO DEL NOVECENTO E GRANDE BRERA

Gli appuntamenti in programma nelle altre sedi della mostra promettono di espandere lo sguardo su altre tematiche di grande interesse, a partire dal legame tra gli esponenti della Metafisica e la città di Milano. Sempre fino al 21 giugno, il Museo del Novecento raccoglierà infatti disegni, fotografie e materiali d’archivio che documentano la collaborazione di De Chirico, Savinio e Carlo Carrà con importanti istituzioni meneghine, tra cui il Teatro alla Scala e la Triennale.

Alle Gallerie d’Italia i riflettori saranno invece puntati su Giorgio Morandi, raccontato attraverso le fotografie scattate nel suo studio da un gigante della fotografia del Novecento: Gianni Berengo Gardin. Il pittore bolognese sarà protagonista anche della mostra allestita a Palazzo Citterio, intitolata William Kentridge. Omaggio a Giorgio Morandi. Il progetto, in programma dal 6 febbraio al 5 aprile 2026, ruota attorno a una videoinstallazione creata dall’artista sudafricano, che evidenzia la profonda innovazione tematica e formale delle nature morte dipinte da Morandi, oggi custodite presso la Pinacoteca di Brera.

Metafisica/Metafisiche si muoverà quindi alla volta di Roma per una seconda importante tappa espositiva. L’allestimento alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea punterà a confrontare il nucleo fondamentale della mostra con le opere facenti parte della collezione permanente del museo capitolino.

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