Il Consiglio di Amministrazione della Rai sta valutando la cessione del palazzo di Corso Sempione a Milano, sede della prima trasmissione televisiva del servizio pubblico nel 1954. Lavoratori e rappresentanze sindacali denunciano l’operazione che prevede il trasloco futuro in una sede in affitto (circa 6 milioni di euro annui per 27 anni) presso la Fondazione Fiera Milano.
Le Rsu e le rappresentanze di Milano criticano aspramente la mancanza di trasparenza e il rischio di un “ennesimo spreco”.
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Critiche all’operazione: Per massimizzare il prezzo di vendita, si ipotizza una cessione con l’immobile libero da subito, escludendo l’iniziale ipotesi di leaseback (che avrebbe permesso di restare in sede fino al completamento della nuova struttura).
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Trasloco temporaneo costoso: Si sta valutando un affrettato e dispendioso trasloco provvisorio in via Mecenate, in spazi ridotti e da adeguare, anch’essi in affitto.
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Rischio di ridimensionamento: Questa gestione comporta il rischio concreto di un’ulteriore e permanente emorragia di produzioni verso altre sedi (Roma o Torino), ridimensionando la presenza Rai in Lombardia.
I dipendenti chiedono alla dirigenza chiarezza sui progetti futuri e sulla fretta di vendere un immobile pregiato.
Per questo, le rappresentanze dei lavoratori (Rsu CP Milano, Cdr Tgr Lombardia e Fiduciari Raisport e Tg3) convocano la città all’appello “Salviamo la Rai di Milano”:
Assemblea pubblica: si terrà il 16 dicembre, dalle 15:00 alle 17:00 davanti all’ingresso di via Alberto Riva Villasanta.
L’assemblea è aperta alla società civile, alla politica, al mondo della cultura e alle istituzioni per difendere il servizio pubblico a Milano e in Lombardia.
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