Rozzano, comune a soli 15 minuti di tram dal Duomo di Milano, è l’unico nel Nord Italia ad essere stato incluso nel Decreto Caivano Bis a causa delle profonde problematiche sociali e di sicurezza che lo affliggono. Qui, circa il 40% della popolazione vive in palazzi popolari gestiti da ALER, che, a differenza di altre grandi città, occupano il centro abitato.
Le telecamere di “Realpolitik” hanno documentato il forte degrado e l’insicurezza percepita dagli abitanti. “Un po’ più di polizia e pulizia, questo è ciò che manca,” ha lamentato una residente, accusando: “Qui finché non ci scappa il morto lo Stato non interviene.”
L’insicurezza raggiunge il suo culmine la sera. Un residente descrive la situazione con toni drammatici: “La sera dopo le 18 scatta il coprifuoco. In generale dal tardo pomeriggio fino alla mattina qui diventa una trincea, si rincorrono con le asce in mano.”
La violenza e lo spaccio continuano a dominare la scena, nonostante l’attenzione data dal decreto. Marika Mastrapasqua, sorella di Manuel, il 30enne accoltellato mortalmente in strada per un futile motivo, ha testimoniato che “non è cambiato assolutamente nulla, le cose succedono tutti i giorni,” e che la zona continua a essere “bruttissima,” con il problema dello spaccio tutt’altro che risolto.
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