Degrado al BiciPark Maciachini: la velostazione inutilizzabile a due mesi dall’apertura

Milano

Le nuove velostazioni inaugurate dal Comune avrebbero dovuto ampliare gli spazi sicuri per la sosta delle biciclette. A poche settimane dall’apertura, però, come riporta nel suo reportage MILANO CITTA STATO, il BiciPark di Maciachini risulta già in condizioni tali da impedirne l’utilizzo.

La rete delle nuove velostazioni di Milano

L’attivazione simultanea dei BiciPark di Bignami, Bisceglie, Centrale, Molino Dorino, Romolo e Maciachini, presentata dall’assessore Arianna Censi, ha segnato l’avvio di una rete pensata per garantire sosta protetta ai ciclisti. Le strutture sarebbero state progettate “con accesso digitale tramite app, videosorveglianza continua e spazi attrezzati anche per la ricarica delle e-bike”.

La formula tariffaria, che prevede due ore gratuite e costi contenuti per le successive, mira ad attrarre sia utenti occasionali sia chi utilizza la bici ogni giorno. L’obiettivo dichiarato è ridurre i furti e aumentare la fiducia nella mobilità attiva.

Il BiciPark Maciachini è già inutilizzabile

Nonostante queste premesse, a meno di due mesi dall’inaugurazione, la velostazione di Maciachini appare già compromessa.

Le fotografie (scattate da Davide Omodeo) mostrano la struttura in condizioni tali che ne impediscono l’utilizzo:

  • Accesso bloccato: L’ingresso è sbarrato da nastro bianco e rosso, con il sistema elettronico di accesso non funzionante.

  • Stato interno: Gli stalli interni appaiono completamente vuoti, e la pavimentazione mostra segni evidenti di sporco, con detriti distribuiti lungo le zone meno illuminate.

Da velostazione a ricovero per senzatetto

Proseguendo il degrado si aggrava, mostrando come l’area sia diventata un luogo di ritrovo improprio:

  • Rifiuti e giacigli: Compaiono rifiuti e sacchi poggiati lungo il perimetro, insieme a giacigli che occupano gli spazi destinati alla sosta delle biciclette.

  • Danni alla struttura: Una porzione muraria risulta annerita, come se fosse stata esposta a fumo o a piccoli roghi, mentre in diversi punti emergono tracce riconducibili a utilizzi impropri dell’area.

Ancora una volta il mancato presidio di spazi pubblici aperti in pompa magna finisce per comprometterne l’utilizzo, riducendo la funzionalità prevista già nelle prime settimane di attività.

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