Linea dura al corteo pro-Pal di Milano: “La resistenza non si arrenderà. Giusto che Hamas uccida i collaborazionisti”

Milano

Una manifestazione a sostegno della Palestina si è tenuta a Milano ieri, sabato 18 ottobre, con un corteo che ha radunato alcune centinaia di persone, giunto in piazza Leonardo da Vinci (Città Studi).

Nonostante i tentativi di applicare una (fragile) tregua in Medio Oriente, ispirata da un accordo mediato dal presidente statunitense Donald Trump, l’evento milanese è stato caratterizzato da toni molto duri.

“La tregua è una trappola”

Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia (Api), ha espresso forti riserve sull’accordo: “Quando si tratta di un’entità criminale [Israele] che ha l’appoggio dei potenti, non possiamo non sospettare che questa tregua sia una trappola”. Hannoun ha definito i garanti come “sionisti criminali” e “non affidabili”, specificando: “Non ci si può fidare dei criminali israeliani, sono bugiardi”.

Le esecuzioni a Gaza: “I collaborazionisti vanno uccisi”

Hannoun ha poi fatto riferimento alle recenti esecuzioni a Gaza, perpetrate da Hamas contro individui ritenuti oppositori o informatori, affermando: “Tutte le rivoluzioni del mondo hanno le loro leggi. Chi uccide va ucciso, i collaborazionisti vanno uccisi”. Ha respinto le critiche occidentali su queste azioni, mettendo in discussione l’identità delle vittime.

L’obiettivo: “Fermare l’occupante” Un’altra oratrice di origini palestinesi ha ribadito che le manifestazioni non si fermeranno, chiarendo che l’obiettivo non è solo “fermare il genocidio, ma fermare l’occupante”. Ha sottolineato l’irremovibilità della resistenza: “La nostra resistenza non si arrenderà mai, né adesso né dopo né nel futuro. Contro questi assassini ci vuole la forza”.

A margine della manifestazione, in piazza Mercanti si è tenuta anche una maratona di lettura dei nomi dei bambini palestinesi deceduti.

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