Detti milanesi e della tradizione lombarda validi ancora oggi (Parte 2)

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Il dialetto milanese non tramonterà mai. Forse verrà meno usato, oggi fa moda usare termini inglesi, soprattutto in ambito lavorativo, ma fa parte della nostra cultura ed è un patrimonio da preservare.

Ecco alcuni proverbi tra i più famosi in dialetto milanese :

1) Püssè pesant che la cazzèœla fregia.

Più pesante della cassoeula fredda.

2) La legura senza cur la se cata a tut i ur

La lepre senza correre si prende a tutte le ore

Le cose si vengono a sapere anche senza cercarle.

3) On fà ün frecc de biss

Fa freddissimo

4) La cativa lavandera la trœva maj na buna preja

La cattiva lavandaia non trova mai la pietra buona

Non andare mai bene niente.

5) I danè a fan daná, ma avei minga fan tribülà

I soldi fanno dannare, ma non averne è peggio

La famosissima

6) Pitost che gnent l’è mej pitost

Piuttosto che niente è meglio piuttosto.

7) Amor de’ fradej, amor de’ curtèj

Parenti serpenti

8) Quand ul zù se volta indree, la matina ghem l’acqua ai pèe

Quando la sera il sole torna indietro, la mattina piove a dirotto.

9) Lavurà per ciapà cald.

Lavorare per niente

10) Padrun cumanda, caval el trota.

Il padrone comanda, il cavallo trotta.

E uno scioglilingua milanese:

Ti che te tachet i tac,

tacum i me tac,

mi tacat  i to tac a ti?

tacheti ti i to tac

ti che te tachet i tac!

Traduzione:

Tu che attacchi i tacchi

attacca i tacchi a me,

non (devo essere) io (ad) attaccare i tacchi a te:

attaccateli tu i tuoi tacchi

tu che attacchi i tacchi!

Il dialetto milanese sopravvivrà solo se lo usiamo.

 

Eleonora Prina

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