Stadio San Siro

Vendita San Siro: linea bocciata anche a sinistra. Dove la maggioranza dei voti?

Milano

«Settembre è alle porte e si avvicina sempre di più l’ultimatum per la presentazione della delibera sulla vendita dello stadio di San Siro.

Eppure, dalle dichiarazioni dei consiglieri del Pd e dei Verdi, emerge in maniera plastica e inequivocabile che questa amministrazione è completamente divisa»: lo dichiara Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Consiglio Comunale. «La maggioranza è spaccata su un tema cruciale come la vendita dello stadio. Un teatrino che non solo danneggia la città, ma certifica l’incapacità politica della Giunta Sala», prosegue Verri. «È ormai evidente che questa amministrazione non può più permettersi di prendere in giro i milanesi. Milano ha bisogno di stabilità politica e amministrativa, non di divisioni interne. Sala e la sua Giunta vadano a casa: solo così si potrà tornare a dare certezze e un futuro alla città», conclude il capogruppo della Lega.

Il Commento di De Chirico (FI)

“È bene ricordare ai consiglieri ‘dissidenti’ che dopo le tante chiacchiere c’è solo un modo per opporsi alla vendita dello stadio che non è il voto contrario in aula, ma uscire dalla stessa per provare a far mancare il numero legale”: lo afferma Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia. “Troppo facile fare gli oppositori mentre si è in maggioranza. La matematica non è un’opinione: ai 6 contrari se ne devono trovare almeno un altro paio per mandare un chiaro segnale politico e rispedire definitivamente a casa il sindaco”, conclude. Infatti i dissidenti nella maggioranza alla linea del sindaco sono consistenti e spiegano le motivazioni

Alessandro Giungi (PD)

“Davvero sconcerta la notizia secondo cui il Comune sarebbe intenzionato a scalare 30 milioni di Euro dai 197 che i fondi immobiliari che controllano Milan e Inter pagheranno per la proprietà di San Siro e delle aree limitrofe. E che questi 30 milioni di Euro, secondo una miope lettura, sarebbero “dovuti” in quanto la legge sugli stadi pone a carico del Comune i costi di bonifica per la realizzazione di un nuovo impianto, impone due considerazioni. La prima che non lo impone nessuno di utilizzare tale normativa, la seconda che se i fondi invece ne chiedono l’applicazione, dovrebbe essere ancora più chiara l’assenza di un qualsivoglia interesse pubblico in tutta l’operazione.

E davvero è inutile dire che il ricavato della vendita andrà a finanziare opere di interesse generale, perché se questa fosse la logica allora la dismissione di ogni asset comunale – a prescindere da condizioni e motivazioni – potrebbe portare a fare cassa. Ma resta comunque la buona notizia che i fondi che controllano Milan e Inter, non abbiano chiesto al Comune di vincolare i soldi ricavati da San Siro all’acquisto di qualche giocatore di calcio, almeno fino ad ora…”. Lo dichiara Alessandro Giungi, consigliere comunale del Pd.

Monguzzi (Verdi)

“San Siro: ulteriore regalo del Comune ai privati. La discontinuità è fare peggio di prima. Eureka! Ecco la discontinuità: si fa peggio di prima. Ulteriore regalo ai fondi speculativi! Da 197 milioni a 160. Ora San Siro costa meno del Pirellino. È poi offensivo dire che il Consiglio deciderà come spendere i soldi: questo è il ruolo del consiglio comunale, non una concessione del monarca”. Lo dichiara Carlo Monguzzi, consigliere comunale dei Verdi.

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