L’olfatto per scoprire il mondo del passato e riportare in vita gli odori

Attualità

L’olfatto è quello dei nostri sensi, il più sottovalutato. Preferiamo servirci di vista e udito, di utilizzo più immediato. L’olfatto invece fa riferimento alle origini più ancestrali della nostra specie, è legato alle emozioni, alla memoria, ma anche alla sopravvivenza. È un senso che ci guida anche nei comportamenti sociali, ci porta a scelte inconsce di cui nemmeno ci rendiamo conto. Agisce insomma a nostra insaputa. Al di là dell’uso classico di profumi ed essenze, la maggior parte delle persone ha un bagaglio olfattivo a cui non attinge. È come camminare per strada senza mai guardare il cielo. Un progetto olandese, non solo ci riporta al senso dell’olfatto a tutto tondo, ma raccoglie in un grande database tutti gli aromi citati nei testi storici.

La raccolta

E’ generata con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale, si chiama Odeuropa, e ha un sito dove si è cercato di ricreare gli odori del passato.

Un’archeologia dei secoli andati, così come collezioniamo oggetti storici, reperti, abiti, strumenti che teniamo in mostra nei musei. Sono stati codificati circa due milioni e mezzo di referenze olfattive.

Il sito, in sè, lascia un po’ perplessi, in quanto è evidente la lacuna, l’impossibilità di internet di trasmettere gli odori.

Un aroma

Quindi cercando un aroma, per esempio, l’odore di un giardino botanico, la funzione explorer, ci proporrà tutte le opere catalogate con questo tema, dai dipinti antichi a brani di prosa sull’argomento, poesie, che descrivono l’odore citato, per renderne il più possibile l’idea, scegliendo tra i 180 mila documenti storici inseriti.

Eventualmente dopo si tratta di estrarne e ricostruirne l’essenza per riportarla in vita. L’odore più tremendo sembrerebbe essere quello dell’Inferno, che odorerebbe come “un milione di cani morti”. Il progetto è stato presentato al padiglione europeo dell’Esposizione universale di Osaka 2025. Tra i profumi più gettonati oltre a quello dell’Inferno, gli aromi di incenso e mirra, dei canali di Amsterdam, odori della frutta e delle condizioni climatiche. Sono stati esaminati anche gli storici pomander, sia quelli ancora conservati, che le ricette che ci sono state tramandate per assemblarli.

Interessante sarebbe rievocare gli odori del famosissimo romanzo di Suskind, Il Profumo, come l’odore del mercato del pesce, l’odore del mare, il muschio, il sangue, la pelle, di crauti e di vestiti non lavati, dato che, frase cult del libro, è “colui che domina gli odori, domina il cuore degli uomini”. In concomitanza, è stata sviluppata “un’enciclopedia della storia e del patrimonio olfattivo” per tracciare le origini e gli sviluppi di questa branca del sapere, che deve molto alla chimica, ma si intreccia alla storia dell’arte, della cultura e anche all’estro e alla creatività umana e della natura.

Dopo tutto, l’olfatto è un senso democratico, ognuno, anche se non esperto può avere la sua più che degnissima opinione.

Eleonora Prina

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