Sala

A Sala dà fastidio l’efficienza. Degli altri.

Milano

Sala è imbronciato. Prossimo alle lacrime si direbbe. Perché? Ce lo dice lui stesso, come riporta Repubblica:

“Se questi sono i tempi barbari che stiamo vivendo, ce ne facciamo una ragione, ma non posso essere di certo felice. Questo a prescindere dall’idea e dal nome, è pazzesco che in Italia una decisione del genere venga presa da un presidente di Enac” e “io non riesco a comprendere come la politica sia correa di un modo di fare del genere”. Si riferisce, naturalmente, all’intitolazione dell’Aeroporto di Malpensa a Berlusconi.

I “tempi barbari” sono quelli in cui il Presidente dell’Enac osa fare il Presidente dell’Enac. Senza nemmeno consultare l’impresa di pulizie. O della SEA, che gestisce lo scalo e che ha sulla sua intitolazione lo stesso titolo a esprimere una opinione dell’impresa di pulizia. Forse pure meno. Ma il broncio del Sindaco mica finisce qua:

“Io non sono irritato – ha continuato il sindaco di Milano -, non è un problema di emotività, è un problema di razionalità. Quello che discuto è perché non ci sia più rispetto delle forme, della correttezza nei rapporti”. Aggiunge Sala: “l’intitolazione di un aeroporto non è una cosa che viene così, e chi la decide, un presidente Enac senza nemmeno consultare la società che ci lavora? Il presidente di Enac è pro tempore, va e viene, se una società è lì da anni, si dedica, rischia i suoi fondi, e questa non viene consultata”.

“Non discuto il presidente” di Enac, “discuto il fatto che su una cosa del genere che riguarda il territorio il presidente di Enac è formalmente designato a prendere decisioni, ma se avesse un po’ di buon senso sentirebbe chi ci lavora da anni

Non si fa proprio una ragione che nessuno abbia chiesto ai cuochi, alle commesse, alle hostess e nemmeno, orrore!, al personale che pulisce l’aeroporto a chi avrebbero dovuto intitolarlo. Sfugge, peraltro, quale occulte perle di saggezza avrebbero potuto condividere con il Presidente dell’Enac le maestranze che lavorano a Malpensa. Ma forse Beppe non intendeva proprio parlare di loro. No, lui parlava di Sea. Quindi di se stesso.

E se qualcuno si fosse preso la briga di chiederglielo, lui avrebbe detto di non farlo. Cosa che, peraltro, senza necessità di convocare tavoli e commissioni ha fatto un discreto numero di volte sulla stampa. Quindi, esattamente, perché perdere tempo? Lo sappiamo, non ti va che Berlusconi abbia intitolato l’Aeroporto. Ci è chiaro. Solo che al Presidente dell’Enac, come a buona parte della popolazione mondiale, non importa assolutamente nulla del parere del Sindaco di Milano.

In generale, e senza tema di smentita, qui si invoca un galateo inesistente come le regole sulle intitolazioni che Sala voleva che il resto del mondo applicasse. Il resto del mondo, onestamente, se ne è fregato. È la legge della politica. A cui anche il Migliore dei Migliori talvolta si deve piegare.

 

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