Per la diffusione della banda ultra larga in Lombardia, “c’è ancora lavoro da fare. Dobbiamo cercare di aiutare i piccoli comuni perché oggettivamente l’arrivo della banda ultra larga crea dei problemi che sembrano facilmente superabili ma a volte bisogna tagliare le strade, bisogna creare dei danni e in certe comunità questi danni tendono a considerarli in modo un po’ problematico. Dobbiamo essere loro vicini per fare in modo che questo progetto, che ha subito nel passato qualche rallentamento, non certo per colpa nostra, possa risolversi”. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, a margine di “Infratel incontra le Regioni. Libertà e democrazia digitale: infrastrutture, servizi e connettività”, convegno che si sta svolgendo a Palazzo Lombardia.
“Credo che siano le condizioni ottimali perché ormai l’economia mondiale pretende questa grande connessione – ha continuato il governatore – Ci sono le risorse del Pnrr per realizzarla. Credo che sia un momento nel quale ci dobbiamo impegnare con la massima determinazione per rispettare quell’invito dell’Europa che per il 2030 chiede che tutte le nazioni possano essere ampiamente connesse e collegate. Anche per cercare di eliminare il digital divide. Chi non riesce a superare questo gap rischia di essere tagliato fuori. Le persone fisiche ma anche i territori. È la politica che stiamo cercando di portare avanti sia con le politiche delle aree interne sia per cercare di creare quella Smart land che dovrebbe essere punto di riferimento per il futuro”.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano